Anche l'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero ha 'cambiato rotta': la sua riforma può essere modificata con un sistema flessibile che possa superare la rigidità della norma scritta nel 2011 ed approvata dal governo Monti. Il pensiero della Fornero si sposta sui tanti disoccupati, soprattutto giovani, in cerca di un'occupazione che possa dare loro una certa stabilità economica. E' chiaro che tra le difficoltà maggiori c'è la ricerca di condizioni previdenziali accettabili per tutti i lavoratori che, allo stesso tempo, non pesino sulle casse dello Stato.

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Tito Boeri contrario al sistema Quota 100

Nei mesi scorsi sul tavolo del premier Renzi sono giunte molte proposte che mirano ad un abbassamento dell'età pensionabile, proprio per consentire quel ricambio generazionale utile per contrastare la disoccupazione giovanile. Una delle proposte oggetto della valutazione economica dei tecnici del ministero dell'Economia è il sistema Quota 100, valore da raggiungere come somma tra età e anni di contribuzione, con il rispetto di almeno uno dei due parametri: 58 anni o 35 anni di contributi.

Tito Boeri, presidente dell'Inps
Tito Boeri, presidente dell'Inps

Un'idea che non trova affatto d'accordo Tito Boeri, presidente dell'Inps, perché ritenuta troppo costosa per le casse dello Stato e dello stesso ente previdenziale.

Possibile estensione della proroga Opzione Donna al 31-12-2018

Intanto il prossimo 9 settembre potrebbe essere decisa la sorte dei circa 26mila esodati, grazie alla settima salvaguardia. Questa categoria di persone, 'creata' dalle storture della riforma Fornero, potrebbe, finalmente, usufruire di questa clausola attraverso una finestra che consenta loro di lasciare il lavoro ed accedere alla tanta sospirata pensione.

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Altra questione importante, da discutere nello stesso incontro in Commissione Lavoro alla Camera in programma tra qualche giorno, è la proroga al 31 dicembre 2015 del metodo sperimentale Opzione Donna. Le ultime notizie che arrivano dagli ambienti parlamentari, ci dicono che il governo Renzi sta valutando la possibilità di allungare la proroga al 31 dicembre 2018. Infine, da evidenziare la probabile introduzione del calcolo contributivo sull'intero importo degli assegni previdenziali da applicare a tutti i lavoratori, con tagli che potrebbero raggiungere anche il 30 percento.

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