Al termine di una giornata in cui il dibattito sulla riforma Pensioni è stato di nuovo al centro dell'agenda politica e sindacale con una miriade di interventi e proposte, è di nuovo il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti ad illustrare la linea del Governo Renzi sulla questione previdenziale non sciogliendo però i dubbi emersi negli ultimi giorni sui tempi e le modalità.

Torna a parlare di flessibilità per la pensione anticipata, il punto cruciale della nuova riforma pensionistica che in qualche modo dovrà modificare, seppur in parte, le regole molto rigide per l'uscita dal lavoro introdotte negli anni scorsi dalla legge Fornero.

Flessibilità in uscita dal lavoro, Poletti: il tema è all'ordine del giorno

"Sulla flessibilità in uscita - ha detto il ministro Giuliano Poletti intervenendo l'11 settembre alla Festa dell'Unità di Bologna - stiamo lavorando al dossier.

E' un tema molto delicato e complesso - ha ribadito l'esponente dell'esecutivo secondo quanto riferisce l'Ansa - ma è all'ordine del giorno". In realtà, più che annunciare importanti novità come ci si attenderebbe in vista della legge di Stabilità 2016 dopo più di un anno di dibattito, Poletti sembra riportare le lancette indietro nel tempo, ripetendo le stesse cose che ripete sostanzialmente da più di dodici mesi.

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Pensioni

"Stiamo lavorando per preparare tutte le simulazioni e le analisi - ha detto il ministro del Lavoro - perché così potremo insieme prendere le nostre decision considerando tutti gli elementi necessari". Sulle reali possibilità di definire presto una soluzione per flessibilizzare l'accesso ai prepensionamenti e sui tempi Poletti, rispondendo ai cronisti, si è limitato a dire ancora una volta: "stiamo lavorando".

Pensione anticipata, Lotti: interverremo con legge di Stabilità 2018

Ma anche stavolta il ministro resta nel vago, non entra nei dettagli, segno evidente che l'esecutivo non ha ancora bene chiaro in mente cosa vuole fare sulla questione previdenziale e le ultime soluzioni ipotizzate dal presidente del Consiglio Matteo Renzi non sembrano della migliori: flessibilità a "costo zero" per le casse dello Stato, dunque pensioni anticipate che sostanzialmente si dovranno autofinanziare con decurtazioni sugli assegni pensionistici.

Ammesso che venga davvero fatta la riforma pensioni. Perché se Poletti non si sbilancia sui tempi ma non spegne le speranza, un altro importante esponente del governo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, senza tanti giri di parole spiega che per la pensione anticipata si dovrà aspettare ancora qualche anno. "Con l'ultima Finanziaria del 2018 - ha detto Lotti alla Festa dell'Avanti a Roma secondo quanto riporta LaPresse - faremo un intervento sulle pensioni".

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