I principali sindacati rappresentativi hanno deciso di preparare un documento per istruire il personale della Scuola, docenti e non, su come affrontare alcune delle novità della riforma 2015. Secondo il sito Tecnica della Scuola, c'è la possibilità che metà degli istituti italiani decida di non attuare una parte della riforma. In che senso? Il documento si concentra su alcune questioni molto contestate in fase di approvazione della legge: il ruolo del comitato di valutazione e il bonus al merito che i dirigenti scolastici devono assegnare ad alcuni docenti.

Bonus al merito nella scuola: le istruzioni

I sindacati suggeriscono a chi compone il comitato di valutazione della scuola di occuparsi solo della valutazione dell'anno di prova dei docenti appena assunti (al fine della conferma del ruolo) e di astenersi dal partecipare allo stabilimento dei criteri utilizzati per attribuire il bonus per valorizzare il merito. Questo perché, secondo i sindacati, i criteri di attribuzione del premio vanno definiti con la contrattazione di istituto.

Seguendo queste indicazioni, le scuole di fatto toglierebbero significato a questo aspetto della riforma, che non piace alla maggior parte dei docenti. Potete leggere il documento a questo indirizzo web: http://www.flcgil.it/files/pdf/20150825/documento-unitario-risparmiamo-alla-scuola-gli-effetti-piu-deleteri-della-legge-107-15.pdf . Quali sono gli ostacoli? 

Ostacoli principali al progetto dei sindacati della scuola

L'ostacolo principale al progetto dei sindacati della scuola è rappresentato dal fatto che i comitati di valutazione non sono composti solo da docenti, ma anche dal dirigente stesso (che lo presiede), un esperto esterno e due genitori.

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Se l'esperto esterno e i genitori vogliono partecipare alla stabilizzazione dei criteri di valutazione dei docenti, sarà il dirigente a fare la differenza, perché ci si troverebbe in una situazione di tre contro tre, con il solo dirigente a far la maggioranza. Naturalmente il documento sindacale è rivolto anche ai dirigenti, ma non è detto che tutti vi aderiranno. I numeri finora dicono che circa 3.500 presidi (quasi la metà del Paese) lo hanno firmato.

Se i firmatari aderiranno alle istruzioni sindacali, il risultato sarà che quasi la metà delle scuole italiane non attuerà questa fase della riforma. Per altre informazioni sul mondo della scuola, continua a seguirci cliccando il tasto in alto, vicino al titolo.

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