E’ ormai partito il countdown in vista del Test di Medicina 2015, che prenderà il via la prossima settimana giorno 8 settembre. Quella di quest’anno non è una prova come tutte le altre: di fatto c’è da fare i conti con quiz e domande rimodulate dal ministero che ha incrementato il numero di quesiti ‘specifici’ e diminuito quelli generalisti. Nonostante la cosa stia creando non poche preoccupazioni nei candidati che a breve passeranno dalla tagliola del MIUR le novità potevano essere molte di più.

Impossibile dimenticare il polverone alzato dal ministro Giannini, che aveva addirittura proposto di abolire il test d’ingresso preferendovi lo sbarramento al secondo anno. Alla fine non se né fatto nulla ma le incognite, tante, troppe, hanno pesato e come sui desideri degli studenti. Circa 5000 in meno rispetto al quiz dell’anno scorso. L’Università insieme alla Scuola dovevano essere il fulcro dell’operato del governo Renzi e invece nulla è stato fatto con l’aggravante di una riforma che fa acqua da tutte le parti.

Preparazione Test di Medicina 2015, domande, quiz e simulatori online: ce la farà uno su sei

A diminuire non solo i numeri dei ‘concorrenti’ ma anche quello dei posti a disposizione: ce la farà solo un candidato su sei, ragion per cui in molti si sono rivolti al paracadute alternativo rappresentato dai corsi di laurea paralleli. In quest’ottica, ad esempio, va letto l’incremento delle domande a Veterinaria.

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Scuola

La tensione che anima gli studenti è palpabile specialmente sul web, con forum e chat letteralmente intasate. In molti cercano di ipotizzare le domande o i quiz che potranno essere presentati, in tanti fanno affidamento a dei simulatori online. Tra i più interessanti quelli proposti da Skuola.net o Studenti.it che offrono guide quotidiani ed esempi d’esame per cercare di curare al meglio la preparazione in vista del Test di Medicina 2015.

E per l’anno prossimo? Il ministro Giannini non è ancora tornato alla carica ma presto lo farà. Va necessariamente risolto il problema che affligge l’accesso alla professione dato l’elevatissimo numero di aspiranti che ogni anno deve rinunciare ad un mestiere che per molti veste i panni del sogno. Sempre l’anno scorso lo stesso ministro Giannini aveva chiarito l’intenzione di lavorare sul numero di domande presentate, molto più elevato che in altri paesi: ‘Bisogna far capire ai ragazzi che si tratta di un corso di laurea cambiato, non assicura più l’accesso al mondo del lavoro come invece faceva una volta’ aveva dichiarato il numero uno del MIUR.

L’idea era quella di potenziare maggiormente la fase d’orientamento, altro proposito presto finito nel dimenticatoio. Le tante promesse fatte dal governo Renzi rimangono comunque nella mente di chi le ascoltate, sarà forse per questo che il premier continua a perdere consensi? A furia di non mantenere i propri proclami il rischio di un tracollo per l’esecutivo in carica, che su Scuola e Università si gioca gran parte del proprio futuro, è più che concreto.

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