Fine corsa, la flessibilità in uscita è ufficialmente rinviata. Le ultime novità riguardanti la riforma pensioni certificano quello che da più parti è stato definito il fallimento del governo Renzi, che prima ha annunciato l'introduzione della flessibilità all'interno della Legge di Stabilità salvo poi rinviare la riforma della pensione anticipata fra tre mesi, come ha dichiarato lo stesso premier nel corso di un'intervista radiofonica a Rtl 102.5. I lavoratori precoci non hanno ora più motivo di illudersi, si tornerà a parlare di un intervento del governo per le loro pensioni nelle prossime settimane.
Resta però l'amarezza in bocca, se non la rabbia, per una riforma che poteva e doveva essere fatta, secondo Damiano e secondo i sindacati, la cui mobilitazione in favore delle pensioni dei precoci è risultata ad alcuni un po' tardiva. La speranza, per migliaia di lavoratori precoci, è che il governo non si dimentichi di loro, non si dimentichi di una delle categorie più 'colpite' dalla legge Fornero. Riguardo a ciò, la visibilità mediatica trovata di recente fa ben sperare.
Pensioni: Renzi e il rinvio della riforma al 2016
Nella stessa giornata di ieri, dopo che si è ufficializzata la misura della flessibilità part-time, si è tornati a parlare della riforma pensioni di Renzi. A prendere parola è stato l'ex sindaco di Firenze, che ha spiegato nuovamente le ragioni del rinvio.
Renzi ha dichiarato che il governo vuole evitare interventi che alla lunga si dimostrano per alcuni aspetti complicati, sebbene da Palazzo Chigi, come conferma Il Giornale, assicurino che la flessibilità in uscitaalla fine si farà. Non sono tardate ad arrivare le prime dichiarazioni in merito all'ennesimo rinvio della flessibilità pensionistico. Tra i più critici l'onorevole Rizzetto, il quale ha parlato di scelta inspiegabile da parte dell'esecutivo, poiché la un'eventuale introduzione della flessibilità consentirebbe un risparmio in termini di bilancio. Anche Damiano è intervenuto sulla questione, da una parte accogliendo positivamente il part time in uscita per gli over 63, quello che il presidente della commissione Lavoro alla Camera reputa come un provvedimento sperimentale, dall'altra auspicando che la flessibilità part time non venga confusa con la vera e propria flessibilità in uscita.
Critici anche i sindacati, con Susanna Camusso, leader della Cgil, che ha parlato di ingiustizia per tanti lavoratori e lavoratrici, ricordando al governo le urgenze rappresentate dalla settima salvaguardia degli esodati e l'opzione donna.
Lavoratori precoci: un futuro nebuloso
La Legge di stabilità approvata ieri dal Consiglio dei Ministri ha al suo interno effettivamente gli interventi per esodati e la proroga dell'opzione donna. Nulla è stato fatto invece per la pensione anticipata dei precoci, con quest'ultimi che continuano la battaglia per quota 41, ovvero il diritto di andare in pensione senza penalizzazioni dopo 41 anni di contributi indipendentemente dall'età (per questo motivo chiamarla pensione anticipata non ha molto senso).
Le speranze dei precoci sono ora riposte sulla riforma pensioni 2016, sebbene il rischio di un'altra delusione sia dietro l'angolo. A spaventare maggiormente i lavoratori precoci sono i continui rinvii del governo e l'opinione della stessa Unione Europea sulla pensione anticipata e sui 45 anni di contributi. E voi avete ancora fiducia su un intervento del governo Renzi a favore dei precoci oppure anche nei prossimi mesi resterà tutto invariato?