Si accende il dibattito sulla nuova riforma previdenziale, in vista della prossima discussione parlamentare sul tema della flessibilità per l'ingresso nell'Inps e della realizzazione di nuove misure di pensionamento anticipato. "Ad oggi oltre il 90% delle Pensioni sono basate su retribuzioni percepite e meno del 10% sono calcolate sulla base dei contributi versati [...] una doppia redistribuzione del reddito socialmente perversa: dai giovani agli anziani e dai poveri ai ricchi".

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Lo afferma provocatoriamente l'economista Mario Baldassarri, ex viceministro delle finanze ed attuale esponente del Centro studi economia reale attraverso le pagine del primo quotidiano nazionale italiano. Delle affermazioni che non mancheranno di animare l'attuale dialettica politica riguardo il costo della flessibilità e coloro che dovranno pagare il prezzo della nuova riforma.

Pensioni, serve un nuovo equilibrio nella gestione della previdenza pubblica?

Stante la situazione, appare chiaro che il nodo è molto difficile da risolvere di quanto non possa sembrare, vista anche la notevole distanza di pensiero tra le parti in campo.

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Vi è poi da sottolineare che nella diatriba tra le varie correnti di pensiero, il prezzo più alto rischiano di pagarlo ancora una volta coloro che sono rimasti travolti dai continui cambiamenti normativi della previdenza, senza poter beneficiare dei vantaggi offerti dai sistemi di pensionamento più generosi e contemporaneamente schiacciati dalle rinnovate esigenze di rigore del bilancio pubblico. Esodati, lavoratrici opzione donna che avrebbero accesso all'Inps tramite il calcolo contributivo, ma anche disoccupati in età avanzata che non hanno la possibilità di reinserirsi nel campo produttivo.

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Pensioni

Oltre ai giovani che si sono visti bloccare l'accesso al mercato del lavoro per via del blocco al ricambio generazionale. "Chi ha avuto uno stipendio alto ha oggi una pensione altrettanto elevata senza aver pagato i contributi: un regalo enorme" conclude Baldassari, evidenziando che di contro chi guadagnava meno ha ottenuto benefici limitati con il sistema retributivo.

E voi, cosa pensate delle ultime considerazioni giunte sul campo della previdenza dalle pagine del Corriere?

Qual è la vostra idea sull'evoluzione del dibattito riguardante gli attuali meccanismi di pensionamento? Se lo desiderate, potete farci conoscere la vostra opinione tramite l'aggiunta di un nuovo commento all'articolo, mentre per ricevere tutti i nuovi aggiornamenti sulla riforma dell'Inps vi ricordiamo di utilizzare il comodo pulsante "segui" che trovate in alto, vicino al titolo dell'articolo. 

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