Non è più tempo di aspettare un tavolo di confronto con il governo che, nonostante una miriade di richieste e sollecitazioni, tarda ad arrivare: sulla riforma Pensioni i sindacati si mobilitano. Stavolta tutti uniti, per una mobilitazione comune auspicata nelle scorse settimane dalla Cgil di Susanna Camusso e subito condivisa dalla Cisl di Anna Maria Furlan e dalla Uil di Carmelo Barbagallo.

Pensioni, sindacati: al via mobilitazione d'ottobre nei territori

Per chiedere ancora una volta un "urgente intervento strutturale per abbassare età pensionabile", dunque modifiche alla legge Fornero, Cgil, Cisl e Uil dal 5 al 15 ottobre organizzano una mobilitazione di tutte le strutture territoriali davanti alle prefetture d'Italia.

Lo hanno annunciato oggi (1 ottobre) i tre sindacati in un comunicato congiunto in cui spiegano con la mobilitazione di chiede all'esecutivo guidato dal premier Matteo Renzi di "abbassare l'età d'accesso alla pensione e reintrodurre - si legge - una vera flessibilità in uscita". I sindacati chiedono un intervento particolare anche per i lavoratori precoci.

Pensione anticipata, Cgil Cisl Uil: utile per l'occupazione giovanile

Flessibilizzare l'uscita dal lavoro è un'operazione utile "anche per favorire il turn over e incrementare - hanno sottolineato Cgil, Cisl e Uil spiegando le ragioni della mobilitazione contro il Governo Renzi - l'occupazione giovanile".

Le parti sociali chiedono inoltre la proroga dell'opzione donna e la salvaguardia degli esodati, "misure che non hanno bisogno - hanno evidenziato - di nuove coperture". Tra i "macroscopici errori della legge Fornero" da "sanare", affermano le organizzazioni sindacali, quelli degli insegnanti e del personale scolastico della quota 96 scuola e dei macchinisti ferroviari. La mobilitazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil sarà messa in atto con "modalità stabilite - è stato spiegato - dalle strutture territoriali".

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Pensioni

Dunque, l'esecutivo, mentre continua a lavorare sulla legge di Stabilità 2016 e decidere quali misure portare al vaglio del cdm del 15 ottobre prossimo dovrà tenere conto della nuova mobilitazione di massa dopo lo sciopero generale dell'anno scorso e le vibranti proteste contro il Jobs act prima e sulla riforma della scuola poi. Dopo mesi di promesse ancora non mantenute, sulla flessibilità in uscita sindacati e lavoratori si aspettano adesso dall'esecutivo fatti e non più parole. Il premier Renzi terrà conto delle richieste e delle proteste di sindacati e lavoratori?

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