Ultime notizie sulle pensioni ancora alimentate dal dibattito sul ruolo dell’Inps e sulla flessibilità in uscita. Ad intervenire è il numero uno dell’Istituto di Previdenza che, nel corso di un convegno a Torino, è tornato a dire la sua sui disoccupati over 55 e sui giovani, per i quali si discute troppo poco nonostante gli allarmi ciclicamente lanciati. Boeri non è visto di buon occhio dalla politica: diversi esponenti, tra cui Cesare Damiano, hanno criticato il suo agire propositivo.

L’economista bocconiano, dal canto suo, ha precisato che la sua proposta di riforma Pensioni è arrivata su richiesta del governo e, sempre su richiesta di Palazzo Chigi, è stata resa pubblica. Chi guida l’INPS, secondo Boeri, non deve appunto limitarsi alla gestione ma ha tutto il diritto di esprimere la propria opinione in maniera strutturata come ha fatto lui in estate.

Pensioni news oggi 25 novembre 2015: flessibilità in uscita e ricongiunzioni, l’allarme di Boeri

Il tema dei disoccupati over 55 è da tempo al centro del dibattito: troppo giovani per andare in pensione, troppo “vecchi” per ricollocarsi tutti.

Sono tante le famiglie che, purtroppo, stanno vivendo un brutto momento ma dalla politica, oltre agli annunci, è arrivato ben poco. Lo stesso Ministro Poletti aveva promesso ad inizio 2015 un decreto povertà che, poi, non si è ancora visto. Boeri, nella sua proposta di riforma pensioni, ha previsto un reddito minimo garantito per gli over 55 finanziato con la fiscalità generale: un modo per contenere la bomba sociale che sta scoppiando e che, volendo essere realisti, nessuna riforma pensioni potrà mai colmare visto che l’Europa ormai non permette più i prepensionamenti a 55 anni.

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Pensioni

Prepensionamenti che, a onor del vero, non sarebbero nemmeno sostenibili vista l’aspettativa di vita media.

Nel corso del suo intervento a Torino, Tito Boeri ha rilanciato il tema dei giovani che, nel paniere delle ultime notizie sulle pensioni, finiscono per essere sempre dimenticati. Le loro carriere, caratterizzate dalla precarietà, sono sempre più discontinue e le ricongiunzioni contributive sono particolarmente onerose.

Ciò si tradurrà in assegni sempre più bassi e, come sottolineato più volte dal presidente dell’INPS, la situazione non sarà senza oneri per lo Stato perché molti busseranno poi alla porta dell’assistenza e riceveranno comunque sussidi o aiuti di vario genere.

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