Se qualcuno aveva sperato che la rivolta dei precari della Scuola e il sostegno di una piccola minoranza del PD potessero far cambiare idea al Miur, dovrà ricredersi: le ultime dichiarazioni di Renzi e Giannini sembrano confermare tutti gli aspetti più discutibili del prossimo concorso scuola 2016. Durante la conferenza stampa di giovedìtenuta da Matteo Renzi a Palazzo Chigi, il premier ha annunciato e illustrato gli undici decreti attuativi riguardanti la riforma della Pubblica Amministrazione; contestualmente, ha presentato, in compagnia di Stefania Giannini, il prossimo concorso scuola e ha motivato le scelte dell'esecutivo e del Miur sulle procedure.

Il senso complessivo del discorso del premier e del Ministro è sembrato chiaro: non sembra che vi sia spazio di manovra per alcuna modifica.

Nessun cambiamento in vista: novità concorso scuola 2016

Le criticità che erano state sollevate da più parti (non solo dai precari, ma anche da rappresentanti del PD e del M5S) riguardavano essenzialmente tre punti: la tempistica, la lingua straniera e i programmi da studiare per il concorso scuola 2016. Sul primo punto, è intervenuta la Giannini la quale ha sottolineato come ora la tempistica sia certa: il bando uscirà la prima settimana di febbraio e la prova scritta sarà a fine marzo – il timore dei precari è divenuto realtà, poco più di un mese e mezzo per preparasi e giocarsi il futuro.

Sul secondo punto, quello della lingua straniera, la Giannini si dice orgogliosa: non soltanto vinceranno soltanto i 'migliori' ma questi docenti saranno anche preparati dal punto di vista linguistico – anche in questo caso i precari non sono stati ascoltati e le loro domande lasciate senza risposta: come potrebbe un docente di filosofia, ad esempio, essere in grado di argomentare in maniera approfondita questioni complesse in una lingua non sua?

ma soprattutto: cosa c'entra con le competenze didattiche sulla propria disciplina? Sul terzo punto, infine, quello dei programmi da studiare, non è intervenuto né il premier né la Giannini: il timore è che il Miur, anche su questo punto, decida di procedere e di non rivedere la bozza che è stata diffusa nei giorni scorsi.

M5S e CONITP: le polemiche sul concorso scuola 2016

Il Miur, insomma, non ha ceduto alle pressioni che sono arrivate da più direzioni; sembra difficile che il pressing politico possa condurre a risultati di rilievo: anche la 'minaccia' del M5S di presentare un'interpellanza qualora le regole del concorso scuola 2016rimangano inalterate sembra difficile che possa sortire un qualche effetto.

Il piccolo sindacato autonomo CONITP si chiede, invece, come sia possibile per un docente preparare un concorso in così breve tempo, quando contemporaneamente si trova anche ad insegnare (la 'supplentite' non è stata curata e moltissimi dei precari che parteciperanno alle prove concorsuali, al momento, insegnano e hanno incarichi fino a fine anno). Per aggiornamenti su scuola e concorso, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.

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