Per molti italiani che non hanno contributi necessari per andare in pensione e che vivono in una condizione economica di disagio, uno strumento molto importante è sempre stata la pensione sociale, o meglio l’assegno sociale come comunemente si chiama oggi. Infatti dal 1° gennaio 1996, la pensione sociale, quella che per molti era conosciuta come pensione per “le casalinghe” (perché era concessa a persone prive di una contribuzione lavorativa) è stata sostituita dall’assegno sociale Inps. Anche questo genere di erogazione, anche se legato alle condizioni reddituali del richiedente e quindi alle sue condizioni di disagio, dal 2016 subirà l’inasprimento dei requisiti per accedervi.

Assegno sociale, nuovi requisiti a partire dal 1° gennaio 2016

Come dicevamo, si allunga l’età necessaria per raggiungere la pensione e si allunga anche l’età necessaria per ottenere l’assegno sociale. In origine, questo istituto era concesso al raggiungimento di 65 anni di età indipendentemente dal sesso del richiedente. Poi si era passati ad uno scatto in avanti fino a 65 anni e 3 mesi, mentre a partire dal 2016, per poter ottenere questo sussidio bisognerà avere compiuto 65 anni e 7 mesi. Anche i requisiti reddituali che poi sono quelli che stabiliscono anche l’entità dell’assegno da erogare, si inaspriscono rispetto al 2015.

Infatti per un soggetto singolo, non coniugato, il reddito personale oltre il quale si perde qualsiasi diritto all’assegno, passa da € 5.830,76 ad € 5.824,91. Per i soggetti coniugati, si passa da € 11.661,52 da € 11.649,82.

Bisogna ricordare che essendo una prestazione erogata in base alle condizioni economiche del nucleo familiare del beneficiario, la stessa è provvisoria, cioè va confermata ogni anno in base ai nuovi redditi.

Infatti, l’importo dell’assegno varia in base al reddito posseduto dal soggetto e dalla sua famiglia. Il diritto all’assegno non è esportabile, quindi, anche se può venire erogato ad italiani, cittadini comunitari ed a cittadini extracomunitari residenti da almeno 10 anni nella penisola, non può essere percepita all’estero. Infatti il soggetto che soggiorna per più di 30 giorni consecutivi fuori dai confini nostrani perde il diritto all’erogazione.

La particolarità della prestazione la rende anche non soggetta ad Irpef e non reversibile a familiari in caso di morte del beneficiario.

Calcolo dell’importo e bonus per gli over 70

L’importo massimo di assegno previsto per il 2016 è pari ad € 448 al mese per 13 mesi. Questo importo però si abbassa in base al reddito del soggetto richiedente o di quello cumulato con il coniuge. Per il 2016 le persone che, trovandosi nelle condizioni reddituali prima descritte, possono presentare domanda all’INPS sono quelle nate a partire dal giugno 1950. Per capire quanto si prenderà di assegno, il calcolo è semplice, basta sottrarre alle soglie di reddito massime, il reddito personale.

Per esempio, un soggetto singolo, con reddito personale pari a 3.000 euro, prenderà un assegno sociale di € 217,30 al mese. Infatti basta sottrarre a 5.824.91 (soglia massima per un singolo), gli € 3.000 di reddito effettivo e dividere quanto ottenuto per 13 mensilità. Per le persone sopra i 70 anni di età, l’assegno è maggiorato anche di un importo fino ad € 190 per via del famoso “milione” di Berlusconi, cioè l’Art. 38 della Legge 448/2001 che portò le prestazioni minime ad arrivare al fatidico milione di vecchie lire.

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