È la componente più robusta della legge di Stabilità: disegno di legge sul lavoro autonomo, che a seguito del Consiglio dei Ministri previsto per oggi, salvo intralci, potrebbe mostrarsi ai 5,4 milioni di interessati investendo l’eclissato mondo del lavoro autonomo. Di mondo offuscato, infatti, si tratta quando ci si riferisce alle tutele previste per i lavoratori autonomi di matrice non imprenditoriale, giacché sino all’ideazione di molte delle tutele contenute nel DDL in questione queste ultime erano destinate soltanto ai lavoratori dipendenti.

Per tale ragione, dunque, l’entità innovativa di un simile disegno di legge appare davvero notevole ed è stata più volte evidenziata dal governo, non ultimo c'è stato l'intervento il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti il quale ha appunto parlato di ‘numerose norme importanti e attese per la tutela dei lavoratori autonomi’.

I provvedimenti che compongono il DDL, tra allineamenti ed importanti novità

Quanto contenuto nel ddl si interessa di allineare le tutele per i lavoratori autonomi a quelle previste per i lavoratori dipendenti, da un lato, benchè questi subiscano maggiori controlli, e di introdurre novità sostanziose, dall’altro lato.

Tra le prime, la più rilevante è rappresentata dal riconoscimento dell’assegno di maternità per le lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata Inps, le quali non dovranno più smettere di lavorare ed avranno la possibilità di lavorare anche durante la maternità vedendosi, appunto, riconosciute le tutele proprie per le donne lavoratrici in dolce attesa. Così tale categoria di lavoratrici autonome si conforma alla categoria delle commercianti e delle artigiane, le quali possono già lavorare durante i 5 mesi di maternità, ai quali ad oggi hanno comunque diritto tutte le lavoratrici autonome.

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La sospensione del pagamento dei contributi per i periodi di malattia superiori ai 60 giorni, per poi riprendere il pagamento al rientro al lavoro, la deduzione fino a 10.000 euro l’anno delle spese di formazione, il divieto nei termini di pagamento superiori ai 60 giorni dalla consegna della fattura, l’obbligatorietà del contratto in forma scritta tra impresa e lavoratore autonomo ed infine l’equiparazione del trattamento economico a quello del lavoratore dipendente in tema di lavoro agile.

Quelle appena evidenziate sono le misure presenti nel ddl che, pertanto, adeguano in buona sostanza le tutele per i lavoratori autonomi a quelle destinate ai lavoratori dipendenti. A sottolineare la portata innovativa del DDL, come anticipato, vi è anche la presenza al suo interno di un insieme di misure che rappresentano delle vere e proprie novità:

  • La dotazione da parte dei centri per l’impiego di uno sportello destinato ai lavoratori autonomi. Attraverso questo strumento si prevede la raccolta di domande ed Offerte di lavoro e fornendo al contempo informazioni di vario genere, specie sull’accesso a commesse per appalti pubblici.
  • La previsione dell’articolo 7 del DDL, secondo il quale vengono equiparati, cancellando il limite temporale e pertanto a tempo indeterminato, i lavoratori autonomi alle PMI per l’accesso ai Fondi EU per il periodo 2014-2020. In tal modo, in sostanza, ai lavoratori autonomi è concessa l’opportunità di accedere ai Fondi europei, favorendo così la loro partecipazione agli appalti pubblici tramite il supporto di sportelli ad hoc presso i CPI.
  • Al varo anche l’abolizione degli studi di settore per i liberi professionisti.
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