Sono numerosi gli aspiranti docenti che nei giorni scorsi si sono confrontati sui contenuti delle bozze del prossimo concorso docenti, tra cui tantissimi aspiranti privi di servizio che sperano in questa selezione per passare davanti a circa 150.000 precari in fila da anni nelle graduatorie di istituto. D'altronde la selezione dovrà obbligatoriamente tagliare tante teste, essendo solo 52.828 i posti comuni messi a disposizione per il prossimo triennio. Anche per chi aspira ad una cattedra sul sostegno la selezione sarà tutt'altro che morbida perché i posti messi a bando (5766) rappresentano appena ¼ di quelli occorrenti sull'intero territorio nazionale.

Le insidie del prossimo concorso docenti sono contenute nei quesiti in lingua straniera e nella prova orale.

Diplomati magistrali pluripenalizzati

Per loro ci sarà l'obbligatorietà della conoscenza delle lingua inglese con livello B2, a differenza dei colleghi che per gli altri gradi potranno scegliere al momento dell'iscrizione la lingua preferita tra tedesco, francese, inglese e spagnolo. Il Livello B2 della lingua stranierasarà una barriera insormontabile, in quanto i due mesi di tempo intercorrenti tra l'emanazione del bando e lo svolgimento della prova scritta non potranno consentire di rimettersi al passo col livello minimo richiesto per superare la prova concorsuale. Questa è una ulteriore beffa dopo la sentenza del CDS che riconosce loro il valore abilitante del titolo per entrare nelle Gae.

L'ostacolo della prova orale

L'esperienza accumulata in anni di servizio potrà supportare le speranze di chi tenterà questo concorso docenti per entrare di ruolo. Ricordiamo che il tempo a disposizione per svolgere la prova orale sarà di 45 minuti in tutto, con ben 35 minuti di lezione simulata nei quali il candidato dovrà spiegare dettagliatamente i contenuti della lezione con particolare riguardo alla metodologia e alle scelte didattiche.

Ma sarà in quei 10 minuti nei quali si spiegheranno le scelte fatte che si compirà il destino di chi non ha servizio. Chi sarà preposto alla valutazione farà valere tutto il peso dell'esperienza dei 5 anni minimi di ruolo necessari per essere ammessi in commissione. Individuare gli insufficienti sarà un gioco da ragazzi. Date queste premesse forse è meglio non farlo proprio questo concorso.

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