Dianella Maroni, cofondatrice del Comitato Opzione donna, è intervenuta oggi 20 gennaio presso la trasmissione radiofonica Cuori e Denari del gruppo Sole 24 ore, rilasciando alcuni commenti in merito all'attività svolta sin qui ed alle sfide che si troveranno ad affrontare le lavoratrici nel prossimo futuro. "Abbiamo raggiunto l’obiettivo con una lotta che è durata 18 mesi, da luglio del 2014. Una lotta che ci ha impegnato su tanti fronti, però che abbiamo fatto non contro ma con. Siamo riusciti a coinvolgere la Commissione lavoro e i politici in maniera trasversale" ha spiegato la cofondatrice del Comitato.

"Abbiamo contattato e cercato di inseguire nei vari eventi il Ministro Poletti, Boeri e tutti coloro che potevano contare in questo ambito, perché volevamo spiegare che c'era un errore da risolvere e che c’era non soloil problema delle donne che volevano andare in pensione prima, ma anche di quelle licenziate che erano rimaste a casa. Queste donne oggi possono prendere una pensione, anche se più piccola. Però ce l’hanno, non devono prendere un sussidio".

Pensioni anticipate, resta da monitorare il caso dell'ultimo trimestre

Stante la situazione, secondo Dianella Maroni resta ancora da verificare con attenzione quello che succederà nei prossimi mesi, perché una parte delle interessate è ancora in attesa di una risposta definitiva. "Vorrei sottolineare la questione delle donne dell’ultimo trimestre, le donne che nelperiodo ottobre, novembre, dicembre 2015 hanno compiuto 57 anni (58 se autonome), perché l’Inps ha sempre sostenuto che la regola dell'aspettativa di vita sia applicata all’opzione donna anche se era una legge sperimentale".

Una situazione che per stessa ammissione della politica sembrava molto difficile da sbloccare. "Si è riusciti con un’abile mossa del Presidente della Commissione lavoro Cesare Damiano ad introdurre un contatore. La Commissione vuole verificare e controllare, perché se i soldi stanziati sono eccessivi, l’obiettivo è di, eventualmente (come mi auguro), avere le risorse per chiudere, risolvere anche questo problema".

Infine, sul calcolo esatto delle donne che potranno beneficiare della misura, resta tutt'oggi difficile effettuare una stima certa. "Noi non abbiamo un calcolo perché l’Inps non ha ancora fornito i dati al Ministero. Abbiamo già preso contatti con l’Inps, quindi aspettiamo la circolare per questo e poi saremo attente a vigilare insieme alla Commissionelavoro su questo contatore a settembre".

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