Il Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha appena anticipato, attraverso la pubblicazione di una slide, di aver modificato i contenuti del decreto dello scorso 23 dicembre 2015 sulla diversificazione dei posti per il prossimo concorso Scuola, il cui bando è atteso ormai a giorni (dovrebbe uscire ufficialmente la prossima settimana).

Nella stessa slide viene confermato che il mega concorso porterà all'assunzione a tempo indeterminato di ben 63.712 nuovi docenti, ma è cambiato, in maniera anche piuttosto significativa, la distribuzione dei posti.

Il decreto dello scorso Dicembre parlava infatti di 52.828 posti comuni, 5.766 posti di sostegno e 5.118 posti di potenziamento, mentre oggi si fa riferimento a 57.611 insegnanti comuni ed a 6.101 di sostegno.

Scendendo nei dettagli, i posti saranno così suddivisi:

  • Infanzia 7.237 (6.933 comuni e 304 di sostegno)
  • Primaria 21.098 (17.299 comuni e 3.799 di sostegno)
  • Secondaria di I grado 16.616 (15.641 comuni e 975 di sostegno)
  • Secondaria di II grado 18.255 (17.232 comuni e 1.023 di sostegno)

In più 506 posti andranno per la nuova classe di concorso A023 L2, per stranieri.

Sparisce del tutto, a quanto pare, la figura degli "insegnanti potenziatori" che si voleva introdurre. I posti di potenziamento infatti avevano suscitato tante polemiche dolorose in questa vigilia travagliata del mega concorso scuola.

A livello giuridico infatti, non si capiva come poter differenziare questa tipologia di docenti dalle altre, e comunque creare degli insegnanti giramondo che tappassero i buchi di classi e scuole dello stesso ambito teritoriale, o anche di un piccolo numero di scuole, per evitare così di dover chiamare i supplenti, rappresentava un'idea piuttosto folle.

In teoria anche anche quelli indicati come insegnanti comuni e di sostegno potrebbero essere con la riforma sottoposti ad impieghi non fissi su una sola scuola, ma già l'aver tolto tale dicitura dal bando di concorso la dice lunga sulla poca realizzabilità di un provvedimento del genere.

Bene invece l'aumento dei posti per insegnanti comuni e di sostegno, ma in quest'ultimo caso l'addio alle supplenze è ancora lontanissimo, visto che le scuole hanno bisogno di un numero sempre più elevato di docenti per aiutare bambini e ragazzi con difficoltà, tanto che se non cambieranno le cose a breve in maniera significativa, anche nei prossimi anni molti docenti non abilitati e specializzati continueranno a svolgere supplenze nel sostegno, proprio per la mancanza di insegnanti in questo ambito.