Dopo una lunga attesa, durata almeno dal 1° dicembre quando sarebbe dovuta avvenire l’emanazione secondo le indicazioni della legge sulla ‘Buona Scuola’, sono stati pubblicati da poche ore i bandi per il concorso scuola 2016: la maggior parte delle indiscrezioni degli ultimi giorni sono state confermate, sia per quanto riguarda il numero dei posti messi a concorso sia per quanto riguarda alcuni nodi critici come la tabella dei punteggi aggiuntivi. Una delle indicazioni del CSPI, però, non è stata presa in considerazione: le domande in inglese, infatti, saranno effettivamente due, anche se a risposta aperta e con un peso meno rilevante sul computo finale della Graduatoria.

A suscitare, però, perplessità sono soprattutto due questioni: da un lato i programmi da studiare – su questo punto le indicazioni del CSPI e le richieste dei precari sono state recepite soltanto parzialmente; dall’altro le date in cui si svolgeranno le prove – su questo punto, invece, anche i bandi non dicono nulla di preciso. Insomma, ecco alcuni approfondimenti sul concorso scuola 2016 che dovrebbe portare in cattedra (e a contratto indeterminato) poco più di 60mila docenti, lasciando di fatto senza lavoro i restanti 130mila circa, per i quali, in questi ultimi giorni, si è mosso il M5S in vista della definizione della fase transitoria.

Programmi e date: le prime criticità del concorso scuola 2016

Le due criticità che sono balzate immediatamente agli occhi quando i bandi del concorso scuola 2016 sono stati pubblicati riguardano essenzialmente i programmi d’esame e le date di svolgimento delle prove. Per quanto concerne il primo punto, scorrendo i programmi delle varie classi di concorso si nota come vi sia una maggiore attenzione sugli aspetti metodologici e didattici ma le conoscenze disciplinari sono richieste (il famoso ‘nozionismo’) e anzi devono essere integrate con le cognizioni pedagogiche e con l’effettivo lavoro da svolgere in classe – insomma, si chiedeva un programma più snello e sarebbe arrivato, secondo i precari, un programma più articolato e complesso.

Per quanto riguarda il nodo delle date in cui si terranno le prove d’esame, il riferimento che viene dato all’interno dei bandi è la data del 12 aprile 2016 (l’articolo 7), quando dovrebbero essere pubblicate in Gazzetta Ufficiale proprio le date e le sedi – anche su questo punto i precari insorgono: com’è possibile, in una tempistica tanto stretta, preparare il concorso senza avere una data precisa in vista della programmazione del lavoro di preparazione?

Ironia e critiche piovono anche sulla decisione del Miur di far pagare 10 euro (cifra simbolica, indubbiamente) per ogni candidato e per ogni classe di concorso in cui si partecipa. Per aggiornamenti e approfondimenti sui bandi appena pubblicati, cliccate su ‘Segui’ in alto sopra l’articolo.

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