I beffati dalla riforma e dal prossimo concorso che dovrebbe uscire entro fine febbraio si trovano anche nei docenti abilitandi. Si tratta di coloro che stanno ultimando i percorsi formativi abilitanti in quelle regioni in cui è stata necessaria un terza annualità, come nel caso dei Pas in alcune regioni del nord, senza trascurare coloro che nel sostegno vedono uno sbocco lavorativo per entrare a titolo definitivo in ruolo. La loro esclusione è certa in virtù del fatto che le abilitazioni verranno conseguite dopo la conclusione del concorso docenti.

Circa la situazione degli insegnanti di sostegno è di pochi giorni fa la denuncia di alcuni genitori italiani che rilevano la mancanzacronica nelle scuole del Paese.

Lettera al ministro

Ma qualcuno giù al Sud prende le loro difese e carta e penna manda a dire alla Giannini di fermarsi ed aspettare ad emanare i bandi. E' il caso del Rettore dell'Università degli Studi di Messina che scrive una lettera al Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini in cui, rappresentando le istanze di un gruppo di docenti abilitandi sul sostegno, la invita a posticipare il concorso per dar modo ai suoi studenti di finire per tempo gli studi per ottenere la specializzazione sul sostegno. Altrove veniva presa l'iniziativa per la quale veniva aperta la petizione per annullare il concorso.Nella missiva scritta dal prof.

Piero Navarra viene spiegata la posizione dei docenti siciliani tuttora impegnati nel percorso formativo per specializzarsi sul sostegno.

La richiesta al Ministro

Il Rettore dell'Ateneo di Messina ritiene opportuno accogliere le istanze a lui pervenute dagli specializzandi anche in considerazione ai costi di iscrizione ai percorsi di sostegno ed agli obblighi di frequenza imposti per ottenere l'abilitazione finale sul sostegno. Si chiede di prendere in considerazione l'ipotesi di consentire la partecipazione alle procedure concorsuali con la riserva di conseguire l'idoneità specifica che non potrà giungere prima della fine di giugno. In questo modo, chiosa il Rettore, non si frustrerebbero le ambizioni personali dei docenti e si eviterebbero contenziosi.