Le pensioni di reversibilità sembrano essere nel mirino del governo Renzi; secondo l'allarme lanciato dal segretario del sindacato dei pensionati Spi-Cgil, è in discussione alla commissione lavoro della camera dei deputati un disegno di legge, già approvato in consiglio dei ministri, che avrà il compito dì riformare l'assistenza previdenziale nel nostro paese.

Le pensioni di reversibilità

Le Pensioni di reversibilità spettano ai coniugi superstiti dei lavoratori che hanno maturato il diritto a percepire la loro pensione sulla base dei contributi versati alle gestioni previdenziali nel corso della loro vita lavorativa.

Si tratta quindi di una prestazione di natura prettamente previdenziale calcolata in percentuale sul trattamento già goduto dal "de cuius" e già soggetta a decurtazione in presenza di redditi rilevanti da parte del coniuge superstite.

Casa prevede la riforma delle pensioni

Con il nuovo disegno di legge il governo Renzi ha intenzione di trasformare le pensioni di reversibilità da trattamento previdenziale a trattamento assistenziale e poiché lo stesso Ddl prevede che qualsiasi erogazione di tipo assistenziale dovrà essere liquidataagli aventi diritto avendo riguardo all’ISEE (indicatore della situazione economica) del nucleo familiare, si rischia che effettivamente le pensioni da erogare ai superstiti diventeranno appannaggio di pochissime persone.

Infatti, un conto è il reddito posseduto dal coniuge per il quale esiste già, come detto sopra, una riduzione della pensione in presenza di redditi rilevanti; di tutt'altro tenore è invece il tentativo di legare il diritto alla prestazione con lasoglia di valore Isee, che oltre ad essere sicuramente orientato verso il basso è influenzato da tutta un’altra serie di parametri e indicatori di natura patrimoniale e familiare.

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Pensioni

Basterà per esempio la proprietà di un immobile o il possesso di risparmi accumulati durante una vita a far venire meno il diritto a percepire la pensione di reversibilità. Secondo i relatori della riforma non dovrebbero subire nessuna decurtazione i trattamenti già in essere ma soltanto quelli erogati successivamente all'entrata in vigore della nuova legge, ma in ogni caso si tratterebbe di un vero e proprio sconvolgimento sociale.

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