Come risolvere lasituazione di stallo nell'attuale sistema pensionistico? È questa il senso delle domande rivolte all'Ex Ministro del lavoro Elsa Fornero da Floris, durante l'ultima puntata della trasmissione televisiva Dì Martedì, andata in onda su La7. Per l'intervistata, bisogna"cominciare con un censimento delle situazioni più difficili e decidere che se ci sono risorse, per queste persone che si trovano in condizioni di maggiore difficoltà si deve poter riaprire una possibilità di pensionamento.

La cosa può essere fatta riconsiderando i lavori usuranti, considerando i lavoratori precoci e considerando chi è stato esodato da una norma "Sacconi" che purtroppo continua ad essere in vigore e ad impedire ad alcune persone già relativamente anziane di andare in pensione".

Nodo lavoratori precoci, aprire le porte dell'Inps dai 41/42 anni di contribuzione

Proprio sul nodo dei lavoratori precoci arriva una delle prese di posizioni più interessanti: "se si guarda per esempio chi ha cominciato a lavorare a 16 anni ed ha 41 -42 anni di contribuzione" prosegue l'ex Ministro Fornero, si "dovrebbe poter uscire a questo punto senza penalizzazioni o con una penalizzazione minima".

Più distaccata invece la posizione sull'acquisizione del diritto al pensionamento:"io vorrei considerare persone che non dicono: è mio diritto indipendentemente dall'età. Lì si può fare una considerazione su opzione donna, che consente di andare in pensione ad un'età più giovane però con una pensione contributiva [...] Il problema è che noi quando parliamo di Pensioni siamo sempre centrati su diritti nostri e consideriamo troppo poco i costi per la società".

Riforma pensioni e prestito pensionistico: idea accettabile

In merito al prestito pensionistico Elsa Fornero ha spiegato trattasi di: "una delle soluzioni che sono state proposte in questi mesi per cercare di aggirare gli ostacoli, che sono tanti e sono finanziari e l'Europa ce li ricorda sempre, ad una revisione un po' sostanziale di una riforma che noi facemmo in un momento molto difficile per il Paese.

L'idea è assolutamente accettabile, i costi sono limitati ma ho sentito molte persone rifiutare queste proposte perché loro considerano un diritto il pensionamento senza condizioni". Infine, più in generale ed in relazionealla questione della flessibilità previdenziale, l'ex Ministro del lavoro spiega che "bisogna domandarsi se è lecito continuare a reclamarediritti acquisiti su pensioni anche alte, dicendo che pagheranno i nostri giovani e quelli che saranno giovani domani".

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