La discussione in Italia sulla riforma pensioni 2016si concentra soprattutto sulla possibilità di stemperare i rigori della legge Fornero e così mentre nel nostro paese i confronti (e, a volte, gli scontri) proseguono continuamente e ogni giorno si segnalano nuovi interventi, spesso si sottovaluta il ruolo attivo dell'Europa nelle politiche di riforma della previdenza nei differenti stati membri. Le ultime novità sulle Pensioni, dunque, giungono proprio a partire dal confronto con la UE e, se da un lato si segnala un intervento di Tito Boeri su un giornale tedesco, dall'altro non si può non sottolineare quanto sta accadendo in Grecia, con una riforma della previdenza che sta portando a scioperi generali e scontri di piazza.

La situazione, dunque, per i sistemi di welfare state dei paesi europei in maggiore difficoltà è fortemente a rischio: al di là delle dichiarazioni che spesso vengano fatte, la UE sembra agire ancora con il metro dell'"austerità" e così sembra chiaro come, per la stessa Italia sia sempre più difficile provare a riformare la Fornero.

La Grecia, il quadro Europeo e le novità sulla riforma pensioni 2016

La riforma delle pensioni in Grecia è stata presentata agli inizi di gennaio ed ora il percorso parlamentare sta giungendo al termine.

Cosa prevede o, come sottolineano gli osservatori, cosa ha prescritto l'Europa alla Grecia? Innanzitutto, un massimale mensile per quanto riguarda l'assegno pensionistico, che non potrà superare in nessun caso i 2.300 euro per chi ha soltanto una pensione e 3mila euro per chi ne cumula più di una. In secondo luogo, si prevedono tagli futuri sugli assegni che variano, a seconda delle fasce, dal 15% al 30% mentre tutti i principali fondi pensione vengono accorpati.

Terzo punto, il trattamento minimo viene fissato a ribasso sulla quota di 384 euro. Infine, vi sarà un prelievo accresciuto per quanto riguarda i contributi da versare da parte dei lavoratori: un punto percentuale in più per i datori di lavoro e mezzo punto percentuale in più per i lavoratori. La Grecia, insomma, se porterà a casa la riforma delle pensioni così strutturata, potrà ricevere gli 86 miliardi di euro di aiuti economici dalla UE.

In piazza, ovviamente, gli scontri crescono sempre di più e la situazione nel paese risulta essere sempre più drammatica.

Boeri, l'UE, l'Italia e le novità sulle pensioni

In Italia, intanto, continuano le discussioni intorno alla riforma pensioni 2016 che dovrebbe mandare in soffitta la legge Fornero, la quale però piace all'Europa ed è stata sempre considerata il più importante passo in avanti svolto dal nostro paese sul piano delle riforme strutturali.

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L'ultimo intervento di Tito Boeri, sul giornale tedesco Handelsblatt, sembra proprio inserirsi in questo insieme di discussioni che riguardano il rapporto tra l'Europa e i paesi membri come l'Italia e la Grecia: il Presidente dell'Inps ha 'sponsorizzato' la sua proposta di riforma della previdenza, segnalando come, grazie ai tagli sugli assegni futuri, se, nel momento presente, il processo riformatore avrà dei costi, nel lungo periodo permetterà un grande risparmio.

Secondo gli osservatori si tratta di una delicatissima operazione di confronto con le istituzioni europee e la possibilità di una riforma in Italia (così come in Grecia) che abbia alla propria base una maggiore coesione sociale non può che passare attraverso la UE: il welfare state e la previdenza non sono praticamente più nelle mani degli stati-nazione ma in quelle dell'Europa – questa l'accusa che giunge da più parti. Per aggiornamenti su previdenza, pensioni e welfare state, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.

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