Cambia il congedo di maternità nel 2016 con l'applicazione della legge di Stabilità per il beneficio concesso ai papà: il periodo di assenza da lavoro, che è obbligatorio anche per gli uomini, raddoppia e passa da uno a 2 giorni, mentre rimane sempre di due giorni il congedo facoltativo che può essere richiesto successivamente. Il congedo di maternità di cui beneficia il papà non è facoltativo, ma obbligatorio: infatti, il lavoratore dovrà lasciare il posto di lavoro per 2 giorni entro i primi 5 mesi dalla nascita del bambino oppure, per lo stesso periodo, dall'avvenuta adozione del figlio.

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Il congedo obbligatorio del papà non va in conflitto con quello della mamma: l'assenza va ad aggiungersi, e non ad alternarsi, a quella della madre. Nel caso in cui il parto sia stato gemellare, i giorni di congedo rimangono due.

Statali: il congedo di paternità è di un solo giorno

E' importante rilevare che tale disciplina si applica al settore privato e non a quello degli statali: infatti ne sono esclusi i dipendenti del pubblico impiego, degli enti locali e coloro che lavorano nella sanità che continuano ad avere diritto ad un solo giorno di congedo.

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Inoltre, il papà ha diritto ad ulteriori due giorni, ma facoltativi. La scelta può avvenire anche solo per uno dei due giorni, purché la richiesta avvenga entro i primi 5 mesi di vita del figlio. Il congedo facoltativo, a differenza di quello obbligatorio, è alternativo rispetto a quello della madre: se lo richiede il papà, infatti, la madre dovrà anticipare, per un numero pari di giorni, la maternità. La donna, pertanto, dovrà rilasciare una dichiarazione scritta di assenso al congedo del papà.

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La domanda di congedo di paternità dovrà essere presentata al datore di lavoro entro quindici giorni prima del beneficio: per i giorni di congedo al papà verrà corrisposto dall'Inps un'indennità pari alla retribuzione e i contributi pensionistici relativi

Riforma congedo paternità: Italia indietro

La riforma del congedo di paternità è, in Italia, ancora indietro rispetto ad altri Paesi esteri: una recente indagine de La Stampa, infatti, confronta in maniera impetuosa la disciplina italiana rispetto a quella di altre nazioni (in Norvegia 112 giorni di congedo, in Islanda 90, negli Usa 84, in Svezia 70).

Rispetto alla proposta di legge che ha introdotto il congedo di paternità in forma sperimentale (la legge Fornero), il giorno di congedo (2 dal 2016), è ben poca cosa rispetto all'idea originaria di concedere 15 giorni di assenza al papà. Un periodo più lungo avrebbe ripercussioni positive anche sulla parità uomo-donna sul posto di lavoro, con una maggiore redistribuzione di quello che viene considerato, dai datori di lavoro, "il costo del figlio". 

 

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