La questione dell'alternanza Scuola-lavoro voluta dal Governo Renzi e introdotta con la riforma scolastica della legge 107 è stata criticata da molti: è vero che non è altro che una forma di sfruttamento minorile? La domanda sorge spontanea nel momento in cui ci si rende conto che obbligare gli studenti a lavorare 200 (chi frequenta un liceo) o 400 ore (nel caso degli Istituti professionali) in azienda senza ricevere nessun tipo di remunerazione, è a tutti gli effetti una forma di manodopera gratis. Manodopera di persone minorenni. Il voler a tutti i costi trasformare la scuola in un'azienda può portare a sottili forme di abusivismo?

È la domanda che si pongono tutti. Senza voler entrare poi nel merito del beneficioche ne hanno le aziendefar lavoraregli studenti “gratis”, come se non avessero alcun diritto?

Sfruttamento oppure alternanza scuola-lavoro?

Eppure non tutti vedono l'alternanza scuola-lavoro introdotta da Renzi come l'ennesimo errore della riforma scolastica. Alcuni la definiscono “una grande opportunità da non sprecare”, un modo per aiutare i futuri lavoratori a prendere da subito familiarità con il mondo del lavoro. Ancora una volta, quindi, ci troviamo di fronte a idee opposte che dividono l'opinione pubblica. Se poi vogliamo trovare un punto d'incontro fra le due opposte visioni, forse il progetto poteva essere impostato in modo leggermente diverso. Magari agli studenti poteva essere concessa una forma di retribuzione, in modo che imparassero anche la soddisfazione che deriva dall'ottenere risultati dal proprio lavoro.

Ma in una mondo scolastico dove anche i docenti precari vengono pagati con difficoltà, è poco realistico credere che potessero in qualche modo essere retribuiti gli studenti. Quindi, di fatto, l'alternanza scuola-lavoro porterà i giovani più vicini a mondo che li attende dopo la scuola e alle aziende porterà manodopera gratuita. E minorile. Se si tratta di sfruttamento, decidetelo voi.

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