Il tema del ricalcolo delle Pensioni d’oro continua a far discutere tra le forze politiche di maggioranza e di opposizione. Il ricalcolo su base contributiva, è una questione indigesta in particolare per chi la deve subire e per chi la deve pianificare. L' Inps per il tramite del suo commissario Antonello Crudo circa il ricalcolo delle pensioni d’oro, ha fatto conoscere il proprio parere ed espresso la propria posizione.

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Ricordiamo che tale posizione è fortemente sostenuta da Fratelli d’Italia e da molti esponenti della minoranza del partito democratico, come Cesare Damiano.

Pensioni d'oro: la controversia è aperta,Inps e politici l'un contro l'altro armati

Sulla controversa questione si è espresso anche il sottosegretario Nannicini. Questi ha precisato che il ricalcolo è inopportuno in questo  periodo in cui vi è un sensibile rilancio dei consumi. Oltre alla spinosa questione delle pensioni d'oro, il sottosegretario Nannicini, ha di nuovo rimarcato e ribadito, senza reticenza alcuna, che la possibilità di una riforma delle vigenti rigide norme della legge Monti-Fornero sulle pensioni del dicembre 2011, si potrà realizzare solo con la legge di stabilità 2017.

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Una maggiore e più attuale flessibilità in uscita al momento non è ancora possibile considerato che la nostra tenuta dei conti è sotto il controllo e la lente d'ingrandimento dei super controllori europei. Ricordiamo a tal proposito che la flessibilità nei conti diventa indispensabile anche per la flessibilità in campo pensionistico. Ad oggi l'Europa non si è ancora pronunciata in tal senso. Pertanto per il governo italiano diventa prioritario tenere sotto controllo i conti dello Stato, nonostante le insistenze dei sindacati che nei giorni scorsi sono ritornati sull'argomento flessibilità, insistendo sulla necessità  dell'apertura di un tavolo di confronto con il governo sul tema previdenziale. 

Lavoratori precoci ancora in piazza a gridare il loro disagio contro il governo

I lavoratori cosiddetti "precoci", cioè quella categoria di dipendenti che a causa delle "superate" quanto rigide norme della legge Fornero non possono andare in pensione perché troppo "giovani", hanno proseguito nella giornata di sabato la loro mobilitazione scendendo in piazza per chiedere l’approvazione del ddl 857 il cui primo firmatario è Cesare Damiano del partito democratico e presidente della commissione lavoro della Camera, proposta che prevede la quota 41 a loro favorevole.

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Pensioni

In piazza hanno inviato al premier Matteo Renzi un messaggio chiaro e forte : “Renzi, ci stiamo mobilitando. Non votiamo da molto tempo, ma quando torneremo alle urne ci ricorderemo di voi”. Il Matteo nazionale si lascerà sfuggire un'occasione così ghiotta come quella delle elezioni amministrative della primavera prossima per rilanciare non solo le azioni del governo ma anche del partito democratico di cui è segretario nazionale?

Staremo a vedere, le elezioni sono vicine. Voi, per gli aggiornamenti sulle pensioni  cliccate su “segui” posto in alto sopra al titolo.

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