Sembrerebbe essere arrivato un nuovo stop alla possibilità di un intervento di riforma delle Pensioni per il 2016: a parlare è stato il ministro Poletti, il quale ha sostanzialmente ricordato i vincoli dell'Europa. Contestualmente, arriva anche la polemica dei lavoratori precoci, i quali, nella giornata di ieri, hanno fatto sapere di essere estremamente delusi dal trattamento ricevuto nel programma Ballarò e le accuse sono dirette proprio al presentatore e in generale ai media. Ma novità arrivano anche grazie ad una circolare Inps (n.

45 del 2016), la quale regola il trattamento pensionistico di coloro che sono andati in pensione anticipata negli anni 2012,2013 e 2014 e che hanno avuto trattenute sull'assegno a causa delle penalizzazioni: la circolare sancisce che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, non vi saranno più penalità, ma che non sono previsti rimborsi per gli arretrati; in parole semplici, le pensioni saranno più alte, ma non arriverà alcun conguaglio.

Il 'no' di Poletti: ultime novità riforma pensioni 2016

Il governo Renzi torna a parlare di riforma delle pensionie ad intervenire è stato Giuliano Poletti durante il programma in onda su Rai 3, Agorà.

Il Ministro ha spiegato chiaramente come si tratti di una questione che va affrontata con estrema delicatezza, dal momento che l'Italia è sempre sotto il controllo molto serrato dell'Europa: i vincoli posti da Bruxelles non permettono troppa libertà di movimento sui conti e sul debito pubblico. Insomma, secondo i diretti interessati si tratta di un vero e proprio 'no' alla possibilità di un intervento in tempi brevi.

Le parole di Poletti, del resto, fanno eco a quelle pronunciate da Pier Carlo Padoan, il quale ha sottolineato che, nella prossima legge di stabilità, se si vogliono mantenere gli sgravi fiscali alle aziende, difficilmente si potrà intervenire sul capitolo pensioni. Semplificando al massimo, il governo Renzi ritiene che, nella situazione attuale di poca libertà sui propri conti, siano da privilegiare gli interventi di detassazione per le imprese rispetto alla questione della riforma delle pensioni.

La rabbia dei precoci e le ultime novità riforma pensioni 2016

Nel frattempo, giungono anche le polemiche dei lavoratori precoci (i quali chiedono una riforma pensioni per il 2016 basata sulla Quota 41) per quanto riguarda la loro partecipazione alla trasmissione Ballarò in onda su Rai 3 e condotta dal giornalista Giannini. La critica riguarda proprio il trattamento televisivo subito dai rappresentanti dei precoci in collegamento da Milano: secondo i diretti interessati, sarebbe avvenuto una sorta di boicottaggio in quanto il loro intervento è stato spostato in tarda serata e hanno avuto pochissimo tempo per esporre la propria situazione.

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Era stato previsto, infatti, un confronto con il viceministro Zanetti, confronto che però non è più avvenuto: per i lavoratori precoci è chiaro quello che è avvenuto, il conduttore Giannini ha preferito non mettere in difficoltà i rappresentanti del governo presenti, evitando, con una precisa strategia televisiva, il confronto. La battaglia dei precoci, comunque, prosegue, ma la delusione nei confronti dei media risulta essere molto forte: la finestra televisiva di Ballarò poteva essere una buona occasione per far conoscere la propria condizione ad un pubblico molto più vasto.

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