Un articolo pubblicato sull'edizione odierna del quotidiano 'Repubblica', firmato dal bravissimo Corrado Zunino, pone l'accento sul problema dei maltrattamenti nelle scuole materne. A questo proposito, si parla del gruppo Facebook 'Si alle telecamere' e delle due petizioni indette sul sito 'Change.org' ('Sì alle telecamere negli asili' e 'Telecamere obbligatorie negli asili e nelle scuole materne'.

Ultime news scuola, martedì 29 marzo 2016: 'Vogliamo le telecamere negli asili'

Le mamme, dunque, hanno assunto una posizione chiara nei confronti di quanto, troppo spesso, sta accadendo nelle scuole d'infanzia: il messaggio che si intende lanciare è quello che non si può vivere solo di sospetti e di supposizioni.

Le telecamere devono diventare obbligatorie per far si che le indagini su eventuali fatti riconducibili a maltrattamenti su minori diventino più veloci: le immagini, comunque, dovranno essere visionate solo dalle forze dell'ordine e dai dirigenti scolastici.

Non si tratta di un atto d'accusa: l'intenzione è anche quella di proteggere gli insegnanti da possibili contraddittori che possono sorgere con i genitori e con gli stessi alunni. Insomma, l'installazione delle telecamere non dev'essere vista come uno strumento per provare delle accuse, ma per salvaguardare chi, invece, lavora coscienziosamente.

Telecamere sì oppure no? Questione delicata

La questione è delicata. Da una parte le mamme sono preoccupate perchè vedono che diverse insegnanti 'non sono più serene': c'è chi si riferisce al fatto che il figlio venga messo costantemente in punizione e di come qualche volta, oltre ai rimproveri dell'insegnante, venga privato di 'fare merenda'.

A questo proposito, Federica Funi, madre di un bambino di 5 anni, ha lanciato una petizione, anche perchè preoccupata di quello che i bimbi raccontano in merito a ciò che avviene in classe.

D'altra parte, però, occorrerebbe usare la massima prudenza. Antonella Isopi, dirigente scolastico presso l'Istituto comprensivo Velletri-centro, ritiene che occorra sì intervenire in modo severo quando si verificano casi di maltrattamento ma non è giusto nemmeno 'militarizzare le scuole' perchè, in questo modo, si andrebbe a limitare la libertà d'insegnamento. La prevenzione è la migliore strada da percorrere: secondo la dirigente, la segnalazione dei casi e l'allontanamento degli insegnanti 'colpevoli' resta il miglior deterrente.