Ieri si è concluso il lavoro sul DEF, il Documento di Economia e Finanza, atto molto importante del Governo, secondo forse solo alla Legge di Stabilità. Il DEF è il principale strumento con cui si programma l’economia e la finanza pubblica nel nostro paese. Il Consiglio dei Ministri, riunitosi ieri 8 aprile lo ha messo a punto e lo ha reso noto con un comunicato stampa. A dire il vero, i contenuti ancora non sono resi pubblici perché dovrebbero essere presentati in Parlamentolunedì 11 aprile, ma dal comunicato appare chiaro che il raggio di azione del Governo e del DEF, non riguarderà il tanto discusso capitolo previdenziale.

Cosa dice il Consiglio dei Ministri

Nel Comunicato di Palazzo Chigi si fa riferimento al rilancio dell’occupazione, alla crescita, agli investimenti nel pubblico e nel privato ed alla riduzione del prelievo fiscale, ma di riforma delle Pensioni, di interventi sulla Legge Fornero, niente. Il Sottosegretario all’Economia, Baretta, questa mattina in una intervista rilasciata sul Quotidiano di Sinistra , l’Unità, ha cercato di smorzare la probabile delusione di quanti si aspettavano qualcosa nel campo previdenziale.

Secondo il Sottosegretari, gli impegni presi dall’Esecutivo sulle pensioni non è venuto meno solo perché nel DEF non si è inserito alcun preventivo di spesa. Baretta, va ricordato perché è uno di quelli favorevoli al ricambio del sistema lasciatoci dalla Fornero, a tal punto da essere ricordato insieme a Damiano per una proposta che tuttora è al vaglio degli organi di Governo. Nell’intervista però, il sottosegretario spiazza un po’ tutti sottolineando come la riforma si farà ed è probabile che già nella discussione sul DEF in Parlamento, qualcuno chiederà interventi, ma sempre senza stravolgere l’impianto della Legge Fornero.

In parole povere, riforma si, flessibilità anche, ma nessuna rivoluzione, nessun miracolo.

Perché non si è potuto fare nulla?

Il problema è di natura tecnica, il DEF è vero che riguarda la programmazione economica dell’Italia, ma deve piacere anche a Bruxelles, cioè deve coordinarsi con gli altri documenti economici degli altri Stati Membri. Il sospetto che di pensioni non si sia per niente parlato è proprio per via del fatto che il nostro documento deve piacere alla UE che come è ormai risaputo, proprio la UE è uno degli ostacoli maggiori per quanto riguarda le uscite economiche per le pensioni.

Il DEF comunque, anche se va approvato in Parlamento, non ha effetti di Legge. La presentazione ufficiale cade il 10 aprile di ogni anno (quest’anno l’11 perché il 10 è domenica), per poi essere presentata il 30 aprile alla UE. Per le pensioni quindi delusione sonora e tutto rimandato alla prossima Legge di Stabilità, perché ormai, nessuno si illude che qualcosa possa essere fatto prima della manovra finanziaria di fine anno.

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