Dopo l'apertura di ieri del Ministro del lavoro Pier Carlo Padoan alla flessibilità in ingresso nell'Inps, continuano a susseguirsi nuovi commenti sul merito della questione. Ad intervenire nella serata di ieri, durante la trasmissione "Dì Martedì" è stato l'economista Giuliano Cazzola.  "Le dichiarazioni di Padoan sono parole combinate per non dire nulla" ha affermato il tecnico, spiegando che pur sperando di non risultare irriverente ritiene di non pensare che la nuova disponibilità del Ministro potrà effettivamente avere un seguito strutturale nel comparto della previdenza. "Io sinceramente non mi fiderei se fossi un fanatico della flessibilità in uscita" ha spiegato Cazzola, rimarcando i propri dubbi anche sulle perplessità espresse dal Presidente Inps Boeri.

"Credo che oggi abbia un pochino strafatto. Quando dice che i giovani oggi andranno in pensione a 75 anni dimentica che lo stesso Inps in un suo recente documento dice che nel sistema dell'ex Riforma Fornero c'è una flessibilità per quelli che sono nel contributivo dai 63 ai 70 anni" ha rimarcato l'economista. "Quindi io direi che se ci sono delle risorse bisogna metterle sul pensionamento dei giovani".

Riforma pensioni e busta arancione: i dubbi di Cazzola sulle stime dei futuri assegni previdenziali

Stante la situazione, il punto di vista di Giuliano Cazzola appare fortemente critico anche nei confronti della cosiddetta "busta arancione", l'operazione trasparenza avviata dal Presidente Inps Tito Boeri con la quale si inviano nelle case degli italiani delle stime sugli importi dei futuri assegni al raggiungimento della data di quiescenza.

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"È difficile dire a uno che la tua pensione tra 30 anni sarà questa" spiega l'economista, esprimendo il concetto attraverso un esempio pratico: "io e lei Floris ci siamo conosciuti 25 anni fa. Se io le chiedevo cosa farà tra 25 anni lei non mi diceva che avrebbe fatto il conduttore a Di Martedì e Ballarò". Nella pratica, secondo Cazzola le stime sarebbero del tutto aleatorie e per questo di dubbia utilità. "È meglio andare dalla chiromante e farsi leggere la mano. Infatti il Corriere della Sera ieri ha rimarcato che ci sono delle variabili che non sono affatto ipotizzabili" ha concluso l'economista, mettendo in luce il proprio punto di vista sulla questione.

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