Le novità sulla riforma Pensioni ad oggi 19 aprile tengono in considerazione l'invio delle buste arancioni da parte dell'Inps, presieduto da Tito Boeri. Una “mossa” annunciata da tempo da parte del presidente dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, quantomeno coerente con quanto proclamato lo scorso anno, salvo poi subire lo “sgambetto” dai politici in occasione della Legge di Stabilità. La rivoluzione arancione ha dunque inizio. All'interno delle buste i lavoratori di 30, 40 e 50 anni troveranno l'importo della loro pensione futura. Iniziativa lodevole da parte del professore della Bocconi.

Peccato che dopo poche ore sono scoppiate già le prime polemiche. Il tema legato alle pensioni fa sempre discutere. Nel bene o nel male. Di fronte ad un'operazione “trasparenza”, le malelingue hanno comunque da ridire. Quale il motivo di tante polemiche? Non bastava la bomba sui conti dell'Inps in pericolo, adesso ci si mettono anche le “innocue” buste arancioni. Siamo realmente un Paese dalle mille risorse. E non sempre è un bene.

Le buste arancioni di Tito Boeri: novità riforma pensioni oggi 19 aprile

Monta la polemica sulle buste arancioni dell'Inps promesse da Tito Boeri già lo scorso anno. Sono complessivamente 8,5 milioni le buste inviate ai lavoratori italiani che non hanno richiesto il pin per l'accesso al sito dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Sembrerebbe esserci un problema. Non di poco conto. Gli importi delle pensioni che i lavoratori leggono sono basati su dati ottimistici. Fin troppo. Spieghiamo meglio il concetto. L'analisi dell'Inps si basa su una crescita del Pil pari all'1,5 per cento ogni anno. Anche i profani capiscono che già si parte male, dal momento che il Pil non cresce così dal 2007.

Inoltre la parola recessione non è tabù qui da noi in Italia. Ma le stime ottimistiche sul Pil non sono l'unico problema. Purtroppo. Il calcolo della pensione futura è stato fatto anche su una carriera lavorativa senza interruzioni. Nel nostro attuale sistema, pensare che si possa iniziare a lavorare a 24-25 anni in un posto, per poi rimanere sempre lì, ottenendo magari anche un aumento di stipendio, è come pensare che la riforma pensioni Fornero venga smantellata dal governo Renzi.

Insomma, utopia. Ricapitolando dunque abbiamo una crescita del Pil dell'1,5 (quest'anno, tanto per capire, le stime parlano di un +0,8, ed è il dato più confortante rispetto agli ultimi anni), un posto di lavoro fisso da dove nessuno può schiodarti ed in più uno stipendio che guarda in positivo. Poteva finire così? No.

Calcolo assegno pensionistico dall'Inps: ultime novità riforma pensioni oggi 19 aprile

Vi starete chiedendo quale altro “inghippo” ci sia in queste benedette buste arancioni dell'Inps. Ebbene, sappiate che l'importo dell'assegno pensionistico che leggete è lordo, dunque non è quanto realmente vi spetterà, sempre in un ipotetico mondo tratteggiato più da Tommaso Moro che dalla politica italiana presente e futura.

Quali sono dunque le conclusioni? Aprite le buste arancioni, leggete l'importo della vostra pensione e iniziate a decurtare qualche centinaio di euro. I più giovani, quelli che hanno più o meno 30 anni o giù di lì, dovrebbero invece pensare seriamente ad affiancare un altro lavoro alla loro attività principale. Anche perché, nuova riforma pensioni permettendo, non è utopia pensare che le cose andranno, nel prossimo futuro, a peggiorare anziché migliorare.