Rimane ancora ferma al palo la famigerata questione dei lavoratori precoci nonostante molti lavoratori abbiano dimostrato l'estrema urgenza. Si tratta di tutti coloro che hanno iniziato a versare i contributi in giovane età e non sono riusciti tuttora ad accedere al pensionamento. Le dure norme introdotte dall'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero, infatti, hanno penalizzato gran parte dei lavoratori e come se non bastasse, nonostante lo stato di emergenza il Governo induce a temporeggiare.
I sindacati pronti a scendere in piazza per chiedere Quota 41
Come è già noto, infatti, l'esecutivo avrebbe già riaperto il cantiere sulla previdenza anche se non fa nessun riferimento alla delicata questione dei precoci ancora alle prese con le dure norme della Legge Fornero. Motivo che, sicuramente spinge i lavoratori a scendere in piazza per partecipare alla manifestazione del 19 maggio dove saranno presenti anche i sindacati. "Noi siamo soddisfatti perché abbiamo reso questo argomento centrale nell'Agenda politica del Governo, avendolo sollevato per primi nel lontano 2013", ha precisato il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano ricordando anche la proposta di legge 857 incamerata da anni in Commissione.
Migliaia di persone saranno presenti nella manifestazione di Roma
Tra le richieste del Partito Democratico anche la misura riguardante la Quota 41 che darebbe la possibilità a migliaia di lavoratori di lasciare il lavoro dopo la maturazione di almeno 41 anni di versamenti contributivi indipendentemente dall'età anagrafica e senza penalizzazioni. Proposta su cui il Governo Renzi non è ancora riuscito a trovare una risposta. Per questo motivo, la Quota 41 sarà oggetto di discussione nella manifestazione del 19 maggio. "I pensionati in piazza a testa alta", è questo il motto dei sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil che il giorno 19 maggio scenderanno in piazza a Roma nella manifestazione nazionale dove parteciperanno migliaia di persone che chiederanno una revisione della Legge Fornero e delle norme più flessibili rispetto a quello contenute nel Decreto Salva Italia che hanno cambiato radicalmente il sistema previdenziale italiano.