Il riscatto della laurea è diventato uno dei punti cruciali della riforma delle Pensioni del Governo Renzi, anche per ammortizzare gli effetti della legge Fornero. Proprio in questa settimana, nell'incontro tra l'Esecutivo e i sindacati, sono state portate avanti alcune ipotesi di misure previdenziali. Non solo, dunque, l'anticipo pensionistico, ormai conosciuto come "Ape", ma anche altri meccanismi flessibili. Il riscatto degli anni universitari è uno di questi e, fino ad oggi, è stato utilizzato in particolar modo da chi, a fronte di un esborso economico, ha potuto assicurarsi qualche anno di anticipo di uscita dal lavoro.

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Ma è necessario rendere più appetibile quest'opportunità: a chi conviene davvero riscattare la laurea, e quanto si percepisce in più di pensione

Quando conviene chiedere il riscatto della laurea per la pensione?

A queste domande ha risposto l'istituto "Progetica", che ha formulato delle simulazioni pubblicate dal quotidiano "Milano Finanza". In questo schema è possibile comprendere quanto convenga, in termini di maggiore introito pensionistico, riscattare la laurea a chi oggi ha 30, 40 e 50 anni.

Riforma delle pensioni: quanto e a chi conviene riscattare la laurea?
Riforma delle pensioni: quanto e a chi conviene riscattare la laurea?

In linea di massima, l'operazione genera sempre un assegno pensionistico più elevato, ma la differenza si evidenzia soprattutto in base all'età nella quale si inizia a lavorare e a versare i contributi.

Il trentenne di oggi che ha iniziato a versare contributi a 23 anni, percepisce un ammontare di pensione, nel corso della sua vita (in base ai coefficienti di speranza di vita Istat) pari a quasi 290 mila euro. Nel caso in cui procedesse con il riscatto di 3 anni di laurea, la cifra salirebbe ad oltre 344 mila euro (+56.000), e con riscatto di 5 anni a circa 365 mila euro (+76.000).

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In tal caso, la somma spesa per il riscatto sarebbe notevolmente inferiore al beneficio inerente l'assegno previdenziale, anche in considerazione del fatto che il costo del riscatto è proporzionale alla retribuzione percepita alla data di presentazione della domanda. Più basso è lo stipendio, minore sarà l'onere: è preferibile, pertanto, procedere con l'operazione il prima possibile.

A chi conviene fare domanda per riscattare gli anni di laurea?

Lo stesso trentenne che abbia iniziato a versare contributi a 26 anni, avrebbe dei benefici minori con il riscatto: a fronte di un ammontare di pensione di 286 mila euro senza riscatto, qualora dovesse provvedervi in merito a 3 anni universitari, la cifra salirebbe a 305 mila euro (+19 mila euro), mentre con quello di 5 anni, arriverebbe a circa 346 mila euro (+60 mila).

Più ridotti saranno i benefici se l'età di inizio contribuzione è 29 anni: 271 mila euro senza riscatto, 286 mila con inserimento di laurea triennale, 296 mila euro in riferimento a 5 anni universitari.

Il 40enne che ha iniziato a versare i contributi a 23 anni, percepirebbe una pensione pari a 422 mila euro: con il riscatto a 3 anni avrebbe 52 mila euro in più, e con quello a 5 anni, 106 mila euro in più. Se l'inizio della contribuzione fosse a 26 anni, gli introiti relativi al riscatto scenderebbero a 56 mila e a 95 mila euro di pensione in più, mentre a 29 anni si percepirebbero appena 21 mila e 36 mila euro. 

Anche il 50enne che ha iniziato a versare contributi a 23 anni avrebbe il maggior beneficio dal riscatto della laurea: 114.000 in più di pensione relativo a 3 anni, e ben 184.000 euro per 5 anni universitari.

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Tali importi scenderebbero a 67.000 e 141.000 euro per inizio contribuzione a 26 anni, e a 48 mila e a 80 mila se l'inizio dei contributi fosse a 29 anni. 

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