Il Miur ha esposto alle organizzazionisindacali i criteri in base aiquali verranno assegnati i docenti agli istituti scolastici degli ambiti territoriali, avvalendosi della nuova procedura dellac.d. chiamata diretta. I sindacati dopo quanto comunicato, hanno sostenuto le ragioni del no a tale procedura, uno dei tanti motivi che hanno portato alla proclamazione dello sciopero del 20 maggio, in precedenza fissato per il 23.

Chiamata diretta il no dei sindacati al Miur

Ecco cosa hanno detto i sindacati, a riguardo della chiamata diretta, pochi giorni fa: "Nella comunicazione del Miur (...) ci è stata indicata la procedura (...): i presidi per sceglierei docenti(...) dovranno tener conto del curriculum, dell'esperienza lavorativa, delle competenze professionali" degli insegnantied eventualmenterichiedere anche un colloquio individuale.

I sindacati, dal canto loro, hanno chiesto dei criteri oggettivi e la trasparenza della modalità di chiamata.

La contrarietà dei sindacati ad una tale proposta è dovuta non solo alle problematiche riguardanti il malcontento del personale docente, cherischieràdiessere scelto dai presidiin assoluta arbitrarietà, in mancanza di criteri ben precisi, ma anche per le difficoltà di gestione di una tale procedura, che ostacolerà un ordinato inizio di anno scolastico senza intoppi, ma anche perché innescherà contenziosi.

Proroga inizio anno e sciopero 20 maggio

Già l'inizio dell'anno scolastico è slittato per la mobilità straordinaria che determinerà un ritardo; il Parlamento, a tal fine,ha prorogato la presa di servizio dei docential 15 settembre, ma considerato che la mobilità non prende in considerazione la procedura della chiamata diretta dei dirigenti scolastici, i sindacati hanno richiesto un atto responsabile edi buon senso, per evitare un sicuro fallimento della sequenza contrattuale.

Si verificherebbe altrimenti a fine anno scolastico e inizio nuovo, un tour de forceper uffici scolastici e segreterie,cherischia di creare contenziosi ed errori dovuti adisguidi e caos nelle procedure, che dovranno tenere conto anche delle utilizzazioni e delle assegnazioni provvisorie. A queste difficoltà si aggiungono le troppe incongruenze della legge 107, e tutto ciò ha portato i sindacati ad un nuovo sciopero generale, per il 20 maggio.