Ieri, 5 maggio 2015, presso la Cameraè cominciato l'esame della proposta di legge per installare le telecamere all'interno degli asili nido e nei centri di sostegno per anziani e disabili. Da anni, ormai, sono troppi gli episodi che le forze dell'ordine hanno portato alla luce e che raccontano storie di violenze e abusi su persone che, o per età, o per condizioni fisiche e psicologiche particolarmente delicate, non sono in grado di difendersi.

I fatti di cronaca avvenuti a partire dall'inizio del 2016 ne sono un'ulteriore conferma: città come Grosseto, Roma, Rimini e tantissime altre sono state protagoniste di episodi incresciosi a danno dei più indifesi.

Le maestre e gli operatori sanitari arrestati sono stati molti. Quello che preoccupa l'opinione pubblica, però, è che la gran parte di essi sono in condizione di arresti domiciliari e il grande dubbio che tormenta è se sconteranno una pena adeguata ai gesti che hanno compiuto. Tanti punti interrogativi, molte incertezze che chiedono urgenti risposte.

La decisione presa all'interno della Commissione Affari costituzionali

Promotrice della proposta di legge è l'esponente di Forza Italia, Gabriella Giammanco,della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza, la quale ha preso a cuore la sofferenza e le difficoltà che genitori, parenti e amici di anziani e disabili hanno dovuto sopportare e, purtroppo, sopportano ancora, nell'apprendere che i loro carisono vittime di violenze di ogni tipo.

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Siamo un Paese civile ed è giunta l'ora di dire "BASTA" a tutto questo. Più volte l'opinione pubblica, in questi anni, si è sollevata per chiedere l'inserimento di telecamere all'interno delle apposite strutture, ma per motivi di tutela della privacy la proposta di legge è stata sempre rimandata.

La possibile soluzione di cui ieri si è a lungo discusso all'interno della Camera, è quella di provvedere all'installazione di telecamere a circuito chiuso all'interno di asili e cliniche di riabilitazione, i cui contenuti potranno essere visionati esclusivamente dalle forze dell'ordine.

In questo modo, il "problema" della privacy sarebbe risolto: ci asteniamo da ulteriori commenti in proposito nel rispetto delle opinioni altrui.

Una decisione assolutamente necessaria e urgente da prendere, visti i continui casi di violenze che i telegiornali, i quotidiani e tutti gli strumenti di comunicazione portano alla luce. Questa volta forse siamo vicini ad assistere al concretizzarsi di un'esigenza che la maggior parte della popolazione manifesta da anni, necessaria per la tutela di ognuno di noi.

Cerchiamo di essere fiduciosi.

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