Con la fine dell’anno scolastico, i cosiddetti precari della Scuola, ii supplenti, gli insegnanti non di ruolo ed il personale Ata, possono inoltrare all’Inps le classiche domande di disoccupazione. Con il termine del proprio servizio, con la fine del proprio contratto, a questi lavoratori resta la possibilità di ricevere la NASPI, il sussidio di disoccupazione che il Governo Renzi ha reso attivo da maggio 2015. Le novità introdotte dal Jobs Act e le riforme degli ammortizzatori sociali, tra cui proprio la Naspi, hanno ingarbugliato la materia.

Ecco perché, con la fine di giugno e la chiusura di tutte le scuole, molti lavoratori della scuola cercano chiarimenti sul come riuscire a presentare e percepire l’indennità.

Domanda fai da te

Molto importante per la presentazione della domanda è la tempistica. Infatti è conveniente presentare istanza all’INPS, che è l’ente erogatore del sussidio, entro 8 giorni. Il termine non è perentorio, cioè non si tratta di un termine superato il quale la domanda non è valida, ma presentarla dopo gli 8 giorni dalla chiusura del proprio contratto di lavoro fa perdere la prima settimana di sussidio. Inoltre, immaginando la probabile scia di domande che saranno presentate all’INPS, probabilmente la celerità con cui si presenterà istanza decreterà anche la velocità di incasso del sussidio.

Per coloro che non vogliono utilizzare un professionista del settore, CAF, Patronato o chi per loro, l’INPS ha sul proprio portale ufficiale una procedura ad hoc alla quale è possibile accedere con password e credenziali di accesso.

Nel momento in cui si va a presentare la domanda, è obbligatorio essere iscritti al collocamento, ma non è necessaria già l’adesione al patto di servizio.

Questo dettaglio però va risolto entro due settimane dalla data di presentazione della disoccupazione. Infatti, come per tutti i lavoratori, anche per i dipendenti della scuola, è necessario aderire al patto di servizio presso un Ufficio di Collocamento. In pratica, bisogna dichiararsi disposti e disponibili ad accettare nuove e congrue proposte di lavoro o in alternativa, a seguire corsi di formazione, tirocini e così via, che lo stesso Centro per l’Impiego proporrà ai disoccupati.

Questo nel progetto di inclusione sociale e di politiche attive del lavoro che è stato messo in piedi dal Governo in parallelo con gli ammortizzatori sociali.

NASPI scuola, come fare?

Ricapitolando, tutti i dipendenti che hanno contratto fino al 30 giugno o che stanno completando gli esami di stato possono presentare domanda di disoccupazione. I requisiti necessari per poter presentare istanza sono riferiti all’anno in corso ed al quadriennio precedente. Infatti è necessario aver svolto almeno 30 giornate di lavoro nel 2016 ed avere 13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti l’avvenuto stato di disoccupazione. Alla stregua dei lavoratori stagionali, anche per quelli della scuola vale la regola, penalizzante per la durata del sussidio, che tutti i periodi coperti da vecchi sussidi non valgono al calcolo della NASPI.

Infatti, questa, viene erogata per la metà dei mesi lavorati nel quadriennio precedente e come importo è il 75% della media delle retribuzioni avute, con tetto massimo di 1.300 euro al mese. Come abbiamo sottolineato prima, necessario il patto di servizio personalizzato, che non va confuso con la dichiarazione di immediata disponibilità che veniva sottoscritta lo scorso anno con l’iscrizione al collocamento. L’adesione al patto, la frequentazione dei corsi a cui si è assegnati e la risposta positiva alle iniziative che il Centro per l’Impiego comanderà ai disoccupati, sarà necessario per incassare senza problemi la Naspi. Infatti, la non virtuosità in questi adempimenti può portare alla riduzione di importo d el sussidio erogato ed anche, nei casi di reiterazione di inadempienze, alla revoca del sussidio.