Le polemiche sulle domande scritte del concorso scuola 2016 non sono state sollevate soltanto dai candidati, ma anche da importanti personaggi della cultura come lo storico ed editorialista de Il Corriere della Sera, Ernesto Galli della Loggia. 'Fuori i nomi', così iniziava l'intervento di Galli della Loggia che, sulle pagine del quotidiano, si chiedeva chi fossero stati gli estensori delle domande per la classe di concorso di storia.

La questione di questi quesiti era stata immediatamente sollevata, perché ritenuti impossibili da svolgere in soltanto 150 minuti di tempo, ma che presentavano anche delle piccole imprecisioni. Il ministro Giannini, a distanza di quasi un mese, ha deciso di rispondere alla polemica sollevata dallo storico in maniera molto veloce e lasciando intendere che si tratta di polemiche un po' inutili.

Polemiche sulle domande del concorso scuola 2016

Galli della Loggia si chiedeva chi avesse avuto il coraggio di pensare i quesiti di storia del concorso Scuola 2016, se un docente o un usciere.

La prova è stata definita dallo storico 'un tentativo di decimazione', anche perché è assolutamente impossibile che un qualsiasi candidato abbia potuto rispondere in maniera convincente a domande che richiedevano di redigere la storia universale dell'umanità in 150 minuti e con circa 15 minuti a quesito. L'attacco di Galli della Loggia andava al cuore del problema: se è stato possibile questo 'impazzimento' (il termine è stato usato dallo storico), è perché il Miur ha dato avvio a una serie di riforme inconsulte, di disposizioni cervellotiche e di programmi insensati, affidandosi a 'esperti' che hanno mostrato soltanto supponenza e non principio di realtà. Da quel momento, non era arrivata ancora nessuna risposta.

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Scuola

La risposta della Giannini a Galli della Loggia sul concorso scuola 2016

La risposta della Giannini all'attacco proveniente da una delle punte del sistema culturale italiano, un docente universitario e giornalista di fama, è stata piuttosto tranchant. Durante la trasmissione condotta da Gianni Minoli a Radio24, il ministro Giannini ha voluto difendere le scelte attuate per le domande di storia del concorso scuola.

Alla domanda, sicuramente un po' scomoda di Minoli, il ministro ha risposto che si trattava di un concorso per abilitati, il cui unico fine è valutare la capacità di insegnare dei candidati; non occorreva avere una conoscenza enciclopedica semplicemente perché le risposte non saranno valutate a partire dai contenuti, ma dalla capacità di mediarli didatticamente. La risposta ha suscitato nuove polemiche perché, in realtà, le domande, chiedendo di costruire percorsi didattici, richiedevano sia i contenuti che le mediazioni metodologico-didattiche.

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