Dopo le importanti novità introdotte nei mesi scorsi in materia di compartecipazione delle aziende private nei confronti del patrimonio artistico italiano, con l'iniziativa che ha visto protagonista il Ministero dei Beni Culturali e sfociato nel cosiddetto 'Art Bonus', questa volta si parla di 'School Bonus'. Si tratta, più nel dettaglio, di forme di finanziamento elargite volontariamente da privati, cioè persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito d'impresa, volti a contribuire economicamente alla riqualificazione del patrimonio scolastico italiano, ricevendo per questo delle importanti agevolazioni fiscali.

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Modalità delle erogazioni volontarie e relative defiscalizzazioni

Ad incentivare questa importante azione di riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico è stato il Governo nazionale e il Premier Renzi, grazie al dispositivo normativo introdotto la scorsa estate e sfociato con l'approvazione della Legge 107/2015. In particolare, tale riforma parla di 'disciplina del credito d'imposta', all'art. 1, del comma 145. Il famoso credito d'imposta verrà, quindi, riconosciuto a quei soggetti privati, i quali avranno volontariamente finanziato tutti quei progetti per la realizzazione di nuove strutture, per la manutenzione di quelli esistenti e al potenziamento o la riqualificazione di tutti gli edifici scolastici del territorio nazionale.

L'importo massimo del suddetto credito è fissato in 100 mila euro. Il credito d'imposta spettante a tali soggetti sarà pari al 65% relativamente agli anni d'imposta 2016 e 2017 e del 50% per il 2018.

I codici C1, C2 e C3 stabiliranno il tipo di intervento 

I privati che intendono finanziare le istituzioni scolastiche attraverso lo 'School Bonus' dovranno erogare il proprio contributo mediante un apposito fondo messo a disposizione da parte del Miur, attraverso un conto corrente bancario.

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Si riporta, per dovere di cronaca, il relativo Codice IBAN: IT40H0100003245348013362600. Nella causale del bonifico dovrà essere specificato il codice fiscale del'Istituzione Scolastica beneficiaria e il Codice della motivazione per il quale il versamento verrà elargito (Causale). Le sigle utilizzate saranno le seguenti: C1 per le nuove costruzioni, C2 per la manutenzione e C3 per il sostegno all'occupabilità degli studenti all'interno dei locali edilizi.

Gli stati di avanzamento dei lavori consentiranno, successivamente, l'erogazione completa e definitiva del contributo alle scuole investite da questa autentica 'manna' caduta dal cielo.

Il Governo farà da garante, si prevede un boom di finanziamenti volontari, a quale prezzo? 

Che dire, anche si risiamo con i soliti bonus renziani, l'idea è proprio interessante, visto che la prossima legge di stabilità, il DEF 2016, sfiorerà, anche se di poco, il Ministero di Viale Trastevere e la paventata spending review non aiuterà in questo senso il Governo a realizzare delle nuove strutture scolastiche.

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Per quanto concerne, invece, la vita all'interno della comunità scolastica, potremmo dire che qualcosa cambierà in positivo. Infine, quello che preoccupa di più molti insegnanti e quasi tutto il personale della Scuola pubblica è il prezzo che si dovrà pagare per evitare possibili 'inciuci' o favoritismi (quasi sicuramente non mancheranno), tra i privati chi elargiranno denaro volontariamente e chi dovrà gestirlo pubblicamente. 

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