A Roma, dal 30 giugno al 2 luglio, l’ordine dei Consulenti del Lavoro ed il Centro Studi hanno lanciato una importante manifestazione, il Festival del Lavoro. A Roma, dove ha sede la tre giorni dedicata al lavoro, sono intervenuti ed interverranno diversi esponenti del mondo politico e sindacale. Occasione giusta per tornare sui temi del momento, quelli di interesse massimo per l’opinione pubblica come è quello delle pensioni.

Dal Ministero dell’Economia buone notizie per i lavoratori?

Bruno Busacca, personaggio di spicco del Governo ed esperto del Ministero dell’Economia ha ribadito come la scadenza utile all’intervento sulla flessibilità in uscita, ma non solo, resta quella della Legge di Stabilità.

Per ottobre, con la solita manovra di autunno, il pacchetto di misure previdenziali su cui lavora il nostro Esecutivo dovrà per forza di cose essere pronto. Per questo si è accelerato il tavolo di discussione e si è già più volte aperta la discussione tra Governo e parti sociali. Necessario infatti trovare una convergenza su cosa fare perché tutte le parti in causa restino soddisfatte, naturalmente nell’interesse dei lavoratori, ma anche con un occhio ai bilanci pubblici. Base di partenza sempre l’APE, con il prestito pensionistico a chi arriva a 63 anni e 7 mesi con almeno 20 anni di contributi. Non sono esclusi però interventi urgenti per coprire evidenti pecche del sistema previdenziale e per correggere la Legge Fornero.

Siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma l’apertura del Governo ai correttivi sembra evidente, come sembra altrettanto evidente che sulla Legge Fornero si parla di correttivi, non di abrogazione come vorrebbe qualcuno.

La Camusso parla di patrimoniale sui lavoratori

Il leader della CGIL, il Segretario Generale Susanna Camusso non ha perso occasione per rinfacciare a Renzi l’assoluto immobilismo sul tema pensioni che c’è stato in due Leggi di Stabilità. Sono due infatti le manovre finanziarie dove, se si escludono piccoli interventi riparatori, sperimentali e limitati a pochi soggetti, niente è stato fatto nonostante da più parti veniva evidenziata la pesantezza di una Legge Fornero che continua ad essere considerata sbagliata.

La Camusso contesta anche il mancato confronto con le parti sociali di questi due anni, come se a nulla servisse aprire una discussione proficua su quello che oggi, finalmente, il Governo ha capito essere un problema serio.

Per il Segretario, il Governo ha dato il là ad una serie di iniziative, una serie di tavoli anche e soprattutto perché sente perdere il consenso nei propri confronti. Inoltre, l’APE non piace ai lavoratori, perché non è un intervento che mira a risolvere il problema dal centro, ma lo lascia inalterato raggirandolo. Si tratta di un mutuo, non di una pensione, sembra quasi che sia una patrimoniale sui lavoratori. Sempre a sentire le dichiarazioni della Camusso, si gioca sulla disperazione di chi non ne può più, di chi è talmente disperato da accettare tutto.

Perché solo la fascia dei senza reddito e senza tutela è quella che probabilmente accetterà l’APE: un soggetto, anche se stanco di lavorare, difficilmente accetterà di indebitarsi per 20 anni per uscire 3 anni prima dal lavoro.