Arrivano importanti precisazioni dal XV Rapporto Inps in merito alle opzioni di flessibilità in uscita dal lavoro attualmente a disposizione dei lavoratori. Con la legge di stabilità 2016 è stata prevista l'introduzione del cosiddetto part time agevolato, uno strumento che dovrebbe agirein favore di coloro che operano nel settore privato e desiderano ridurre gradualmente l'impegno lavorativo in prossimità del pensionamento. I requisiti previsti dalla normativa prevedono che i pensionandi maturino il diritto alla quiescenza tramite pensione di vecchiaia entro e non oltre il 31/12 del 2018.

Il vantaggio per il lavoratore arriva direttamente in busta paga, perché con una riduzione dell'orario lavorativo dal 40% al 60% si continuerà comunque a percepire una busta paga con una riduzione calmierata dell'importo, mentre l'Inps assicura la contribuzione piena grazie ai contributivi figurativi. Ma qual è stata l'effettiva risposta dei lavoratori? Scopriamolo insieme grazie agli ultimi dati pubblicati dall'istituto di previdenza pubblica.

Pensioni tramite part time agevolato e invecchiamento attivo

Per l'Inps, l'istituto del part time agevolato rappresenta un compromesso che va in favore dei lavoratori, sebbene non sia ancora possibile effettuare una piena valutazione sull'efficacia della misura.

"Si tratta di una misura sperimentale che rappresenta un avanzamento sul percorso verso l’invecchiamento attivo che necessariamente deve essere seguito per aumentare la partecipazione dei lavoratori più anziani", ha sottolineato l'istituto pubblico di previdenza. "Quanto alle potenzialità di diffusione del nuovo strumento, poiché lo start up di questa disciplina è avvenuto lo scorso 2 giugno, non è ancora possibile valutare quanto essa sia attraente per i lavoratori e per le aziende.

I primi dati testimoniano una partenza rallentata, ma sono ancora da considerarsi poco significativi".

Riforma pensioni, lavoratori chiedono uscite flessibili

Se l'Inps sembra sospendere il giudizio sulla misura, resta comunque il fatto che fino ad oggi le adesioni al part time agevolato appaiono comunque piuttosto contenute.

Sulla base dei dati inseriti all'interno della tavola 3.9 del XV rapporto Inps, le rilevazioni riguardanti questa misura riportano 238 domande presentate, di cui 85 finora accolte e 84 respinte, mentre le domande ancora giacenti presso l'istituto di previdenza risultano 69. Le Regioni con maggiore numero di richieste sono la Lombardia (con 42 domande presentate), il Veneto ed il Lazio (entrambe con 27 domande), l'Emilia Romagna con 24 domande ed il Piemonte con 20 richieste. Sempre la Lombardia guida la classifica delle Regioni con maggiore numero di richieste accolte (19), mentre seguono la Campania con 10 accoglimenti ed il Veneto con 8 domande accolte.

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