La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata dalla pubblicazione del XV rapporto annuale dell'Inps, all'interno del quale l'istituto di previdenza ha fatto il punto della situazione sulla questione previdenziale e sulle opzioni di accesso alla quiescenza attualmente disponibili ai lavoratori. A tal proposito è danotarel'interessante sottolineatura sul passaggio dalla pensione di vecchiaia a quella anticipata, in virtù della Manovra Fornero. "Dal 1° gennaio 2012, per effetto della legge n. 214 del 2011, la pensione di anzianità è stata sostituita dalla pensione anticipata.

Concettualmente, l’espressione anticipazione rafforza l’idea che l’età pensionabile (seppur flessibile) rimane quella legata ai requisiti anagrafici, restando la pensione erogata prima del raggiungimento di tali requisiti, un’eccezione consentita dall’ordinamento", si legge nel documento redatto dall'Inps.

Pensioni anticipate, si evidenzia il superamento del sistema a quote

Gli ultimi anni si caratterizzano quindi per l'impatto della c.d. legge Fornero sui meccanismi di uscita del lavoratore, dopola scomparsa del sistema a quote. "Il legislatore del 2011 ha riportato la pensione anticipata alle origini, prevedendo che il diritto a questa prestazione sia conseguito per effetto dell’entità di contribuzione maturata senza alcun riguardo all’età.

Viene così superato il sistema delle quote, introdotte a partire da metà del 2009" evidenzia il dossier, specificando che "proprio questo intervento ha generato però i maggiori effetti di rigidità del sistema, non consentendo più di ottenere la pensione con 35 anni di anzianità contributiva pur in presenza di una minima età anagrafica".

Pensione anticipata, si apre la possibilità dei 20 anni con il contributivo

Resta comunque aperta l'opzione dell'uscita anticipata per chi fa riferimento al calcolo della prestazione pensionistica tramite il sistema contributivo, purché si acquisiscano almeno 20 anni di contribuzione. In questo caso l'anticipo possibile corrisponde a tre anni, seppure i coefficienti di conversione garantiranno un assegno più leggero rispetto a quanto non si sarebbe percepito anche a parità di montante aspettando la data di pensionamento ordinaria.

Bisogna però tenere presente che l'uscita anticipata è possibile solo qualora l'assegno raggiunga la soglia della pensione minima moltiplicata per 2,8 volte. "Questa flessibilità, a differenza di quanto previsto dalla legge n. 335 del 1995, è preclusa ai lavoratori che hanno cominciato a lavorare prima del 1996. La legge n. 214 del 2011 ha, infatti, inibito loro la possibilità di scegliere la flessibilità esercitando il diritto di opzione previsto dall’articolo 1, comma 23, della legge 8 agosto 1995, n. 335". Un aspetto non da poco visto che nel prossimo futuro alcuni lavoratori potrebbero risultare esclusi dall'uscita anticipata anche solo per una settimana di contribuzione antecedente al passaggio dal sistema retributivo a quello puramente contributivo.

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