È successo in una Scuola elementare di Roma - come riporta 'La Tecnica della Scuola'. Una lezione di alfabetizzazione al pc porta i piccoli alunni su siti porno. Un fatto che mette in luce la mancanza di sistemi che permettano l'accesso controllato al web da parte degli studenti che, come ben sappiamo, sono curiosi su determinati argomenti che interessano la sfera sessuale. È bastato cliccare solamente una parola e il collegamento è stato avviato. Difficile per il docente prevedere che 'gli strumenti didattici multimediali offerti dalla scuola potessero non essere adatti per la sua lezione'.

Il web, a scuola è un pericolo?

In effetti che cosa avrebbe potuto fare l'insegnante a fatto compiuto? Certo è che non avrebbe mai pensato che i computer non avessero le restrizioni per il collegamento con tutti i siti che sono identificati con parole a sfondo sessuale. Il docente ha accompagnato in aula informatica i suoi piccoli alunni di 7/8 anni mettendoli al pc per fare lezione di esercitazione di utilizzo del computer, alla scoperta del web e delle possibilità che questo apre nella ricerca di informazioni, per la sua immediatezza digitando anche un solo termine. Ecco. Questo termine, per un alunno è stato 'sesso', che immediatamente ha fatto aprire un mondo di siti pornografici. Nessunfiltro per la ricerca era presente nei computer presenti nella scuola, una vera e propria mancanza da parte dell'organizzazione nell'installazione degli strumenti multimediali dedicati alla scuola.

Il web dunque è davvero pericoloso per i più piccoli? No, se usato con precauzioni. È chiaro che gli adolescenti - ma sempre più si riduce l'età della curiosità verso il 'sesso' - ma proprio per questo devono essere gli adulti a indirizzare e guidare i giovani verso la corretta conoscenza del web. In questo caso però l'insegnante non avrebbe potuto fare nulla per evitare 'il fattaccio', se no non fidarsi di ciò che fornisce la scuola per impartire le lezioni?

Siamo curiosi di conoscere i riscontri della vicenda, in considerazione anche de fatto che i genitori dei bambini sono venuti a sapere dell'accaduto e alcuni si sono presentati a scuola per comprendere meglio che cosa realmente sia successo. A chi si daranno le colpe stavolta? Dobbiamo, noi insegnanti, sincerarci ogni volta che siano state inserite tutte le parole proibite prima di mettere al pc i nostri alunni?

Per effettuare questo controllo ci vorrebbe un'ora intera. E voi, cari colleghi, che cosa ne pensate? fateci conoscere la vostra o anche raccontate la vostra esperienza, seguiteci cliccando su 'Segui' in alto a sinistra.

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