Molte delle novità normative contenute nella nuova riforma scolastica, sin da subito giudicate da tutti gli addetti ai lavori con scetticismo e perplessità, stanno via via dissolvendosi come la neve al sole. Se pensiamo per esempio alla nuova procedura di selezione dei docenti di ruolo, cioè la cosiddetta ‘chiamata diretta’, le opinabili decisioni del Miur evidenziano la palese debacle a proposito dell’esiguo numero dei docenti assunti con tale criterio. I docenti assunti con la chiamata diretta e con una selezione seria da parte dei Presidi si contano sulle dita di una mano.

Si parla di una bassa percentuale rispetto ai 29mila insegnanti da assumere.

'Chiamata diretta': un vero e proprio fallimento

Un vero e proprio fallimento da tutti i punti di vista. Molti Dirigenti Scolastici lamentano, a tal proposito, l’assegnazione d’ufficio di docenti non richiesti da parte degli Ambiti Territoriali Provinciali di riferimento, senza che di fatto siano stati valutati i curricula personali e professionali degli insegnanti assunti, paradossalmente, con gli stessi criteri ante Legge 107/15.

Se poi tocchiamo lo spinoso ed attuale argomento relativo al ‘potenziamento’ dei docenti assunti attraverso le varie fasi, le lamentele e le invettive sono sulla bocca di tutti, soprattutto dei Dirigenti Scolastici.

Sul versante dell’utilizzo didattico di tali insegnanti, infatti, viene fuori una situazione disastrosa e drammatica. A tal proposito l’Anief dichiara: “…giungono dagli istituti scolastici sempre più denunce per il pessimo utilizzo di una grossa fetta dei quasi 50mila assunti con l'organico potenziato. Il potenziamento che, in principio, doveva essere uno dei fiori all'occhiello della riforma, si sta sempre più trasformando in un problema da risolvere”.

Come vengono utilizzati i docenti di potenziamento all’interno delle scuole?

Inizialmente, gli insegnanti di potenziamento, selezionati per titoli e competenze, avrebbero dovuto potenziare la didattica in conformità ai bisogni e alle esigenze della scuola, a seguito della presentazione dei curricula, pubblicati precedentemente sulla piattaforma SIDI.

Il Dirigente, in base alla chiamata diretta avrebbe selezionato il docente adatto alle esigenze richieste, in conformità ai criteri contenuti all’interno del P.T.O.F. d’Istituto. Tutto questo sulla carta. Ma in realtà è avvenuto tutt’altro: “Alcuni insegnanti, ad esempio, vengono utilizzati impropriamente per coprire posti di funzioni strumentali e altri di loro, invece, per coprire spezzoni vacanti”. Lo denuncia apertamente Marcello Pacifico, Presidente nazionale Anief. Ma non è finita qui, altri insegnanti lamentano la loro utilizzazione per tutte le intere 18 ore settimanali in compiti e mansioni distanti e poco gratificanti rispetto alla loro professionalità e competenza, con incarichi giornalieri relegati alle supplenze, sentendosi per questo dei veri e propri insegnanti ‘tappabuchi’.

Altri raccontano di assistere il collega della medesima disciplina in compresenza, come se si trattasse di una riproposizione o prosecuzione dell’anno di prova appena concluso. Ci sono insegnanti che si sono visti rifiutati dal DS durante le fasi dei colloqui della 'chiamata diretta' e che, successivamente, son stati assegnati d’ufficio dagli USRnelle medesime scuole. Infine, il caso più eclatante, racconta sempre Anief: “Non manca un caso paradossale con un insegnante a cui, durante il colloquio con il dirigente scolastico, è stato proposto di fare fotocopie".

Docenti più anziani nel potenziamentoe viceversa

Ma quello che fa tanto discutere è un’altra denuncia che giunge sempre dallo stesso Presidente Anief e cioè quella di molti insegnanti con oltre 10anni di servizio alle spalle, i quali, oggi, si ritrovano nei gironi infernali del potenziamento a fare altro rispetto agli anni passati. Essi sono stati privatidel loro importante compito di formatori, occupandosi, viceversa, di altre mansioni ed incarichi poco gratificanti e del tutto incomprensibili.