Le ultime novità sulle pensioni aggiornate ad oggi 5 settembre si rifanno alle dichiarazioni di Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, il quale ha di fatto confermato che il governo interverrà in maniera importante sulla riforma pensioni nella prossima legge di Stabilità per il 2017. Tre i temi toccati dal ministro: anticipo pensionistico, pensioni minime e ricongiunzioni gratuite. Saranno questi i capisaldi del pacchetto previdenziale, con l'ambizione rinnovata da parte dell'esecutivo Renzi di fare il massimo, compatibilmente però con le risorse.

Pensioni, Poletti punta ad anticipo pensionistico e un intervento in favore dell'aumento delle minime

Le ultime notizie sulle pensioni sono in linea con quanto è risaputo da tempo. Priorità del governo per l'Ape, che introduce la pensione anticipata a 63 anni. Nella giornata di ieri abbiamo visto come questa possa essere su misura, con il pensionando che deciderà quanto ritirare al momento dell'uscita dal lavoro, meccanismo che permetterebbe all'esecutivo di risparmiare qualcosa, riducendo la spesa a 500 milioni di euro.

Un altro punto molto importante è quello dell'aumento delle pensioni minime. Un intervento in favore di quest'ultime dovrebbe essere presente in legge di Bilancio, occorrerà vedere quanto saranno gli sforzi che il governo riuscirà a destinare per loro.

Si parla insistentemente del bonus di 80 euro per coloro che ricevono l'assegno pensionistico più basso, anche se questa misura andrebbe ad impattare in maniera considerevole sulle risorse destinate al pacchetto previdenziale.

A margine del workshop Ambrosetti il ministro ha affermato che il governo dovrà trovare "modalità e forme" per realizzare l'intervento sulle pensioni minime, confermando che tale provvedimento "è nelle previsioni". Il governo Renzi punta dunque nella nuova riforma delle pensioni a chi è più in difficoltà, come auspicato dallo stesso Cesare Damiano nel corso degli ultimi mesi, sopratutto dopo la sconfitta alle ultime elezioni amministrative (nello specifico a Torino e Roma).

Un altro importante tema che rientrerebbe nel pacchetto pensioni è quello del superamento delle ricongiunzioni onerose, le quali diventeranno così gratuite. Si parla di una spesa intorno ai 90 milioni di euro per tale provvedimento, costo che non andrebbe ad incidere più di tanto sui due miliardi di euro previsti per quella che è già stata ribattezzata dagli addetti ai lavori come la prima fase della riforma pensioni per il 2017.

Tornando per un secondo a quanto si è detto ieri, nell'anticipo pensionistico voluto dal governo rientrerebbero anche le misure a favore delle pensioni per i precoci. Quest'ultima categoria, insieme a quella costituita dalle persone che svolgono attività usuranti, è stata tra le più penalizzate dalla riforma Fornero.

Le ultime news vorrebbero il governo orientato a salvaguardare gli interessi dei pensionandi più in difficoltà, tra i quali appunto rientrano i lavoratori di queste due categorie.

Andando più nello specifico, si deve parlare del bonus contributivo per i lavoratori precoci, grazie al quale coloro che hanno lavorato per almeno un anno prima del compimento dei 18 anni di età riceverebbero un bonus pari a 4/6 mesi, fermo restando che i paletti previsti dalla legge Fornero resterebbero immutati (vale a dire gli attuali 42 anni e 10 mesi per gli uomini). Una misura pensata per coloro che sono stati ribattezzati come "veri precoci", e che in qualche modo allontana la richiesta quota 41 per tutti.