Le ultime novità sulla riforma pensioni, ad oggi 28 settembre,arrivano soprattutto dalla nota di aggiornamento del DEF: stando a quanto è stato diffuso dai maggiori media nazionali, la cifra a disposizione per gli interventi in materia pensionistica sarebbe appena di 1,5 miliardi di euro, a fronte di almeno 2 miliardi che rappresentava la richiesta dei sindacati. Il tavolo di concertazione, che dovrebbe tenersi nella giornata di oggi, potrebbe concludersi con un nulla di fatto: l'accordo potrebbe saltare, ma è chiaro che il governo Renzi continuerebbe comunque lungo la sua strada.

In pericolo sembra essere, soprattutto, la misura per i lavoratori precoci. Ecco quali sono gli scenari del prossimo futuro.

Pacchetto da 1,5 miliardi per la riforma pensioni: novità ad oggi 28/09

Le ultime novità sulla riforma pensioni ad oggi, 28/09, sottolineano come la situazione economica e finanziaria dell'Italia non permetta un intervento sulla previdenza maggiore di 1,5 miliardi di euro. La notizia è arrivata nello stesso giorno in cui il premier Matteo Renzi ha annunciato il rilancio del progetto sul ponte sullo stretto, che costerebbe circa 7 miliardi di euro. Le cifre non possono che creare polemica, tanto più che si starebbe andando anche verso nuovi tagli alla sanità. Il piano del governo Renzi per la riforma pensioni, dunque, dovrebbe consistere nei seguenti interventi: l'APE (con la sua variante 'Social'), il 'bonus' per i lavoratori precoci (sui quali conviene poi fare una riflessione) e il raddoppio della quattordicesima.

La critica che ieri ha lanciato Massimo Giannini ai microfoni di DiMartedì è chiara: si tratta di provvedimenti a pioggia e che non riguardano soltanto chi si trova realmente in difficoltà.

Novità riforma pensioni precoci: le ultime notizie ad oggi 28/09

Uno dei nodi che rischia di non essere sciolto riguarda proprio la riforma pensioni precoci. Le ultime notizie di oggi 28/09 parlano di un pacchetto di appena 1,5 miliardi di euro, all'interno del quale dovranno entrare tutte le misure anticipate. Per quanto concerne i precoci, l'ipotesi sul campo è essenzialmente una sola: una Quota contributiva di 41 anni e 10 mesi per tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prima del compimento del 16esimo anno di età.

Si tratta di una misura per coloro che possiamo definire 'super-precoci', perché escluderebbe gran parte della platea, quella che ha iniziato a lavorare tra il 16esimo e il 18esimo anno d'età. Gli scenari, dunque, sembrano essere cambiati in maniera piuttosto decisa. Per aggiornamenti, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.