Con l'accordo raggiunto nella giornata del 28 settembre 2016, dal Governo arrivano novità in tema di pensione dei lavoratori precoci. I contribuenti che hanno iniziato a lavorare presto, infatti, potranno optare per la pensione anticipata al raggiungimento, o al possesso, di determinati requisiti. In primo luogo, occorrono dodici mesi di lavoro e di versamenti al di sotto dell'età di diciannove anni per poter uscire con la quota 41. Ma occorre anche la condizione attuale, ovvero quella di disoccupato, esodato oppure disabile.

E restano da definire ancora altre categorie di lavoratori precoci, che svolgano lavori particolarmente usuranti, per poter andare in pensione prima.

Pensione precoci 2016, chi può beneficiare della quota 41?

Alcuni esempi sono stati riportati dai quotidiani per spiegare i parametri dell'uscita anticipata dei precoci. Il manovale che abbia già compiuto i 63 anni, avendo già lavorato almeno un anno prima dei 19, se nel 2017 potrà vantare di aver versato 41 anni di contributi avrà la facoltà di andarein pensione.

Si riproduce, in tal modo, lo stesso schema di quella che precedentemente era chiamata come la pensione di anzianità. Inoltre, chi ha iniziato a lavorare a quattordici anni e da allora non ha mai smesso di farlo, potrà andare in pensione anticipata al compimento dei cinquantacinque anni di età. I lavoratori che, invece, sono rimasti disoccupati ed hanno completato il ciclo degli ammortizzatori sociali, a 63 anni potranno riparare sull'anticipo pensionistico di Renzi e chiedere il prestito che non dovranno rimborsare.

Si tratta della forma di sostegno prevista per le categorie disagiate dalla nuova pensione anticipata che andrà in fase di sperimentazione a partire dal 2017.

Pensione anticipata 2016, uscita a 63 anni con quale penalizzazione?

A partire dalla stessa età, 63 anni, chi vorrà lasciare il lavoro, pur non rientrando tra le categorie protette, lo potrà fare, a condizione, però, di rinunciare ad una quotadi pensione in misura variabile a seconda degli anni che si decide di anticipare e dell'importo previsto dall'Inps per i contributi versati.

Si tratta del meccanismo del prestito della pensione anticipata che darà luogo a un taglio dell'assegno quantificabile al 6 per cento del mensile netto per ogni anno di uscita anticipata.

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