Sarà una settimana decisiva quella che si apre oggi sul fronte previdenziale. A certificarlo anche l’ANSA, che in un comunicato stampa diffuso ieri ha evidenziato tutti gli appuntamenti di questo caldo settembre. Si parte il sei del mese, con un tavolo tecnico su lavoro e previdenza: il giorno dopo ne farà seguito un altro di natura più politica alla presenza del sottosegretario Nannicini e del Ministro Giuliano Poletti. Si riprenderà poi la settimana seguente, esattamente il 12, con un nuovo meeting istituzionale alla presenza dei sindacati che sarà seguito da un altro incontro con protagonista una delegazione di precoci.

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Il tutto si chiuderà il 21 settembre con l’ultimo tavolo politico. Le ultime news sulle pensioni per i precoci aggiornate ad oggi 5-09-2016 si rifanno dunque alle ipotesi al momento in piedi ed offrono uno spaccato di quel che sarà. Renzi e Poletti dovranno scendere a patti dato che questa Legge di Stabilità, per loro stessa ammissione, dovrà contenere degli elementi previdenziali. Lo slogan portato avanti dai diretti interessati è chiaro, no bonus contributivo INPS si Quota 41 di Damiano.

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Pensioni Matteo Renzi

Cosa accadrà? A dipingere il possibile scenario ci ha pensato proprio il responsabile del Welfare Giuliano Poletti nel corso di un’intervista pubblicata da Il Sole 24 Ore.

News pensioni precoci oggi 5 settembre 2016: bonus contributivo INPS vs Quota 41, parla Poletti 

Le ultime news sulle pensioni per i precoci aggiornate ad oggi 5 settembre 2016 si concentrano dunque sulle parole di Giuliano Poletti che ha dato per certo un intervento previdenziale in Legge di Stabilità: ‘Non avremmo convocato un tavolo coi sindacati se non pensassimo di fare qualcosa di importante in Legge di Stabilità a livello di Pensioni’.

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Certo non è dato sapere cosa il ministro intenda con ‘qualcosa di importante’, gli unici esempi fatti durante l’intervista riguardano ‘le pensioni minime, l’anticipo pensionistico e le ricongiunzioni onerose’. Appare francamente imbarazzante pensare che il governo Renzi, con Poletti e Boeri in prima fila, vorrebbe risolvere la partita previdenziale costringendo i lavoratori a chiedere un prestito ventennale per uscire dall’impiego tre anni prima della naturale scadenza (è questo il meccanismo dell’APE).

Come si possa partorire una simile idea in un momento del genere non è dato sapere, ma a rendere il tutto ancor più surreale è stata la totale assenza di riferimenti ai lavoratori precoci, argomento mai toccato da Poletti. Ma quanti soldi verranno destinati alla riforma? ‘Vedremo cosa si potrà fare nel rispetto della finanza pubblica’ ha chiosato Poletti, che ha abilmente dribblato la domanda. Le previsioni parlano di 1,5 miliardi di euro ma Damiano e i sindacati hanno di recente sottolineato che servirebbe un mld in più.

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Notizie pensioni lavoratori precoci oggi cinque settembre, CGIL minaccia sciopero generale

Lo scenario insomma non è dei più positivi. Non è dato sapere quanti soldi il governo investirà, non è dato sapere se e cosa prevedrà per i lavoratori precoci, non è dato sapere neanche se il ministro Poletti (e insieme a lui Renzi e compagnia) siano davvero informati sulle varie contingenze previdenziali che meriterebbero attenzione. ‘Non ci può essere l’idea che se uno va a lavorare a 14-15 anni poi deve avere la prospettiva di arrivare fino a 70 anni.

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Un lavoratore passato dal pubblico al privato non può ripagarsi i contributi per poter andare in pensione’ ha sottolineato Susanna Camusso di CGIL. E se il tavolo col governo non dovesse portare i frutti sperati? ‘Senza una risposta strutturale sarà mobilitazione’ ha chiosato il leader del sindacato rosso. E Voi che impressione avete? Quale sarà la tattica di governo e sindacati? Dateci un giudizio commentando il pezzo qui sotto!

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