Lo insegnano sui banchi di scuola. Le statistiche vanno interpretate. Classico ne è l'esempio che viene sempre posto agli studenti: se io ho due mele e tu non hai nulla, quante mele abbiamo entrambi? La risposta per la statistica è una per ciascuno. La verità è che io mangio e tu no. Allo stesso modo i numeri sull'occupazione sbandierati dal Governo Renzi vanno letti nella loro realtà. Dopo la polemica sugli spot sulla scuola, ecco un'altra critica per Renzi.

I dati drogati sull'occupazione

Lo sottolinea il quotidiano online "Qui Finanza", quando parla di dati "drogati" sull'occupazione.

Ogni volta che l'Istat, parola del suo presidente Tito Boeri, deve stilare statistiche su quanti italiani lavorino, butterebbe dentro al calderone ogni categoria, anche quelle che di fatto lavorano una sola ora a settimana. Come è possibile una tale miopia, che da molti viene invece interpretata come una vera e propria "beffa" se non proprio manipolazione della realtà? Tutto nasce dall'introduzione massiccia del cosiddetti voucher, i buoni lavoro. Cosa sono?

I voucher falsano le statistiche

I voucher, anche detti "buoni lavoro" sono un'introduzione avvenuta con il decreto legge 276 del 2003, un decreto che rendeva di fatto applicata la legge Biagi dello stesso anno.

Tale legge introduceva il lavoro "accessorio", cioè attività a carattere saltuario e occasionale, pensato per coloro che si trovano in difficoltà economica in quanto privi di lavoro. Come si è potuto allora arrivare a considerare tali voucher come indici di occupazione se sono stati creati proprio per coloro che non lavorano? Il mistero è presto svelato. La tanto famigerata riforma Fornero del 2012 ha pensato bene di eliminare alcuneparole contenute nella definizione di cosa sia il voucher.La definizione"a carattere oggettivo e soggettivo" è sparita, rimanendo a chiarire la natura dei bonus solo il limite economico che un lavoratore può percepire.

Una piccola modifica grammaticale che però ha stravolto le statistiche economiche.

I disoccupati aumentano il numero degli occupati

La conseguenza di questa trovata è che i voucher vengono conteggiati dall'Istat quando si deve calcolare il numero dei cittadini impiegati in Italia. Va da se che il dato in costante crescita di occupazione è un vanto per il Governo, se non fosse che i voucher si attivano anche solo con un'ora di lavoro a settimana.

Non è nemmeno lontanamente pensabile considerare tale attività sporadica come un lavoro. E invece così è. Solo da gennaio a luglio di quest'anno sono stati venduti più di 84 milioni di voucher. Questo per il Governo significa che l'occupazione è in crescita costante. Nella realtà significa che io ho mangiato due mele, e tu sei morto di fame. Con buona pace di ogni buon senso.

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