Coro unanime nel centrodestra contro la legge 107 cosiddetta "buona Scuola". Le critiche sulla riforma seppur per diverse situazioni, arrivano da due partiti dell'opposizione ed in particolare dal senatore e responsabile scuola della Lega Nord Mario Pittoni e dal deputato e componente della commissione cultura e istruzione l'onorevole Elena Centemero.

L'attacco di Pittoni alla legge 107 e a Matteo Renzi

Il senatore Mario Pittoni da sempre in prima linea sulla scuola ed in particolare in difesa della terza fascia d'istituto, va giù duro contro la "buona scuola" e il premier Matteo Renzi che nei giorni scorsi aveva annunciato un tour nelle scuole per promuovere il si al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

Il senatore descrive la reale difficoltà della scuola pubblica che vive una situazione di paralisi totale, con 100 mila precari, di cui 40 mila di sostegno ancora da assegnare alle scuole. Poi l'attacco al premier accusato di aver occupato tutte le reti pubbliche e di voler portare "l'indottrinamento nella scuola pubblica con la sua campagna per il si al referendum".

Centemero presenta un'interpellanza sulle deleghe

L'onorevole di Forza Italia e componente della commissione cultura e istruzione Elena Centemero ha presentato un'interpellanza diretta al ministro dell'istruzione Stefania Giannini sulla situazione delle deleghe alla legge 107 (buona scuola).

L'onorevole sottolinea come "sono passati 14 mesi dall'entrata in vigore della riforma e ancora si aspettano i decreti legislativi collegati alla riforma". "Tra quattro mesi scadrà il termine per esercitare le deleghe che riguardano materie molto importanti per il mondo della scuola".Considerando che i decreti legislativi dovranno comunque essere dibattuti nelle commissioni preposte con ovviamente tutti gli approfondimenti del caso, il tempo a disposizione diventa davvero limitato.

Una situazione davvero molto complicata per il governo che da un lato si trova il mondo della scuola in rivolta con scioperi di studenti e docenti programmati per il mese di ottobre e dall'altro lato deve risolvere la spinosa questione delle deleghe in scadenza a gennaio 2017. In mezzo c'è sempre il referendum costituzionale.

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