Dopo soli 3 giorni dalla pubblicazione del bando per 800 assistenti giudiziari sono già venuti a galla molteplici dubbi circa la sua reale natura e la sua legittimità. Il dubbio più rilevante deriva dall’attribuzione di punteggi extra (fino a 6 punti) ad alcuni titoli.

I requisiti di partecipazione, titoli preferenziali e punteggi extra.

Ricordiamo che il bando prevede due prove: 60 quiz per materia (procedura civile e procedura penale), per ogni risposta esatta un punteggio di 0,5, e che la sufficienza si raggiunge con il punteggio di 22,50 (pari a 45 quiz esatti).

I requisiti richiesti dal bando, per ciò che interessa in questa sede, sono:

  • età non inferiore a 18 anni.
  • diploma di scuola superiore o equivalente.

Il bando prevede l’attribuzione di punteggi extra a prescindere dal risultato raggiunto alle prove:

  • 6 punti per coloro che abbiano svolto per 12 mesi un periodo di perfezionamento con la procedura indetta nel 2015 dal Ministero (1502 tirocinanti) per il c.d. ufficio del processo;
  • 1 punto per coloro che abbiano svolto per 18 mesi un tirocinio (ex art. 73 D.L. 69/13) affiancando un magistrato;
  • 1 punto per coloro che abbiano svolto uno stage (ex art 37 co. 11, D.L. 98/11) di 12 mesi negli uffici giudiziari, a seguito di convenzione stipulata fra l’ufficio stesso e il COA locale, SSPL, l’università o le Regioni.

Nessun punto extra per i titoli di laurea, né per i tirocini di 6 mesi nell’ambito delle SSPL e delle Regioni.

Il dubbio sui 1502 tirocinanti e profili di illegittimità del bando

Ciò che lascia più discutere sono i 6 punti che verranno attribuiti ai 1502 ex-tirocinanti di cui sopra, sia per l’entità della valutazione, sia per la modalità di attribuzione oltre che per i requisiti all’epoca richiesti per accedere a quei tirocini.

Dalla lettura delle osservazioni di cui sopra saltano agli occhi diversi dubbi circa la legittimità del bando.

Vediamo quali.

1) Il bando (almeno formalmente) è destinato ai diplomati. Invece il bonus di 6 punti è attribuito a titoli (tirocini) per conseguire i quali era necessaria la laurea con voto non inferiore a 105/110. Ne discende che un diplomato non avrebbe mai potuto partecipare a quei tirocini e pertanto concorrere ad armi pari a questo “concorso”.

2) I 6 punti vengono attribuiti a prescindere dal raggiungimento della sufficienza (22,5 punti) alle due prove scritte.

Ciò significa che gli ex-tirocinanti anche se risultassero insufficienti alle prove (per aver raggiunto magari 16,5 punti), sarebbero ugualmente ammessi agli orali, potendo contare sugli ulteriori 6 punti che consentirebbero loro di arrivare a 22,5 punti richiesti per la sufficienza.

In pratica per questi concorrenti “privilegiati” sarà molto più facile accedere alle prove orali, semplicemente raggiungendo alle prove scritte un punteggio di 16,5 (pari a 33 quiz esatti su 60). Ciò costituisce una evidente discriminazione in quanto significherebbe ammettere agli orali soggetti in realtà impreparati (ai fini del bando ovviamente), in quanto non sufficienti alle prove scritte.

E’ evidente che in questo bando si ravvisano disparità di trattamento tra gli aspiranti in possesso del solo diploma ed i tirocinanti (necessariamente laureati). Il bando sembrerebbe agevolare i giovani studenti più meritevoli laureatisi con voto 105/110, riservando loro una via di accesso semplificata agli 800 posti banditi, almeno in teoria, per i diplomati. Si incorrerebbe pertanto in un assurdo: ai laureati sarebbe richiesta una preparazione inferiore rispetto ai diplomati.

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