"E' necessario restituire interamente quanto sottratto illeggittimamente ai nostri pensionati che oggi rappresentano una categoria sempre più a rischio povertà e non possono e non devono essere abbandonati". E' quanto dichiarato dal Movimento 5 Stelle che nei giorni scorsi ha presentato una mozione al Senato per chiedere l'estensione della Quota 41.

Precoci, il M5S presenta la mozione

Mentre il Governo resta concentrato sui lavori riguardanti la Legge di Stabilità, infatti, i parlamentari del M5S continuano la loro battaglia affinchè migliaia di lavoratori alle prese con le dure norme della Riforma Fornero possano finalmente ricevere un trattamento pensionistico dignitoso.

Nella Legge di Bilancio 2017 attualmente in esame alla Camera verranno introdotte le misure riguardanti la Quota 41 a favore dei lavoratori con lunghe carriere contributive alle spalle ma a causa dell'insufficienza di risorse finanziarie il provvedimento verrebbe esteso soltanto a circa 25 mila lavoratori precoci mentre la maggioranza rimarrebbe ancora una volta esclusa. E' questo il motivo che ha spinto il Movimento 5 Stelle a depositare in Senato una mozione per chiedere l'ampliamento della platea.

No tax area e cumulo gratuito, le richieste del M5S

Nella mozione è specificata anche la volontà di dare attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce l'illegittimità dell'indicizzazione dei trattamenti pensionistici oltre all'estensione della no tax area per i pensionati.

Di fondamentale importanza, anche la richiesta del cumulo gratuito dei contributi che faciliterebbe l'accesso alla pensione a migliaia di lavoratori con carriere discontinue e l'aumento delle pensioni minime al fine di garantire una pensione più dignitosa alle categorie economicamente più svantaggiate.

A spiegare il motivo della mozione presentata in Senato è la portavoce del M5S Nunzia Catalfo: "Quasi 500 mila pensionati in Italia vivono sa soli e percepiscono un trattamento al di sotto della soglia di povertà", ha ribadito. Resta comunque il fatto che occorre attendere ancora qualche giorno per conoscere le prossime mosse dell'esecutivo.