Per i docenti immobilizzati dalla legge 107/15 si apre un varco per presentare la domanda di mobilità senza partecipare alla procedura della chiamata diretta. La deroga riguarda i docenti immessi in ruolo prima dell'anno scolastico 2015/16 che potranno scegliere la sede e non, come è avvenuto per i neoimmessi, l'ambito territoriale. Vediamo nel dettaglio cosa permetterà la deroga alla mobilità del 2017.

La spinta del flop referendario

A pressare il governo verso la revisione della norma sulla mobilità ha contribuito senza dubbio il fallimento del referendum sulla Riforma Costituzionale voluta fortemente dall'ex-premier Matteo Renzi.

Molti insegnanti, infatti, non hanno gradito né le restrizioni imposte dalla Buona Scuola né il famoso algoritmo che ha generato scompiglio tra le loro famiglie, imponendo trasferimenti forzati da nord a sud in cambio dell'immissione in ruolo. Ma non è a questa platea a cui la deroga si rivolge.

I docenti interessati alla deroga

I docenti che potranno usufruire della deroga sulla mobilità 2017 rappresentano una piccola percentuale: si tratta di tutti quelli immessi in ruolo prima del piano straordinario di assunzioni del 2015/16.

Per questi docenti l'entrata in vigore della legge 107/15 imponeva che, qualora avessero richiesto mobilità, sarebbero passati dalla sede di titolarità all'ambito territoriale finendo nel tanto criticato meccanismo della cosiddetta "chiamata diretta". La deroga prevede invece la normale mobilità, per l'a.s. 2017, su sede e non su ambito territoriale ma a condizione che la sede richiesta si trovi nella stessa provincia in cui il docente è titolare.

Uno spiraglio per i neoimmessi?

Come dicevamo sopra i docenti interessati alla deroga sulla mobilità per il 2017 sono proporzionalmente pochi rispetto ai docenti neoimmessi in ruolo col piano di assunzioni straordinario del 2015/16. Sono infatti migliaia i docenti che, pur essendo stati assunti, sono stati trasferiti a centinaia di chilometri da casa e che, a loro volta, sono immobilizzati per i prossimi tre anni nell'ambito territoriale attribuito dal discusso algoritmo ministeriale.

La speranza di questi docenti è che si apra, anche per loro, uno spiraglio per ricongiungersi alle loro famiglie prima della scadenza del vincolo triennale.

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