La naspi, dal 2015 è diventato il sussidio unico per coloro che perdono involontariamente il proprio lavoro. Si tratta della domanda di disoccupazione INPS, della indennità che i lavoratori che perdono l’occupazione, ricevono dall’Istituto. Nel 2017 questo sussidio sostituisce anche la mobilità e rientra nel discorso più ampio delle politiche attive che ha portato il Governo ad aprire l’ANPAL, l’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive sul Lavoro.

Per via di questa rivoluzione derivata dal Jobs Act e con il Decreto di riordino degli ammortizzatori sociali, il meccanismo per i percettori dell’indennità cambia sostanzialmente.

Requisiti, domanda e scadenza

La Naspi va presentata entro 68 giorni da quando si perde il lavoro. Presentarla però immediatamente alla perdita del lavoro ne anticipa la decorrenza. Infatti, per le domande presentate entro i 8 giorni, la decorrenza scatterà dal primo giorno successivo alla perdita del lavoro, mentre per presentazioni “ritardate”, cioè tra il 9° ed il 68° giorno dalla data di licenziamento, la Naspi partirà dal giorno in cui si è presentata istanza.

Requisito fondamentale è la perdita involontaria del lavoro perché l’indennità non viene erogata se a dimettersi è il lavoratore. Questo sempre che le dimissioni non rientrino in periodi di maternità o paternità o se non sono state date per giusta causa. In questo caso deve essere presentata istanza preventiva all’Ispettorato del Lavoro che deve ratificare le dimissioni come giuste dopo aver sentito le motivazioni del lavoratore.

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La domanda va inoltrata all’INPS per via telematica, tramite la propria utenza telematica di accesso ai Servizi INPS, quindi con credenziali e Pin, oppure tramite Patronato e Caf. Il diritto alla Naspi si perde se la si presenta dopo i canonici 68 giorni di cui parlavamo prima.

Modello SR163 e patto di servizio

Per ricevere il pagamento tramite bonifico sul proprio conto corrente è necessario allegare alla domanda il modello SR163.

Questo, è il modello con il quale si certifica il possesso e l'intestazione del conto corrente e bisogna presentarlo in banca per la convalida. Dopo la vidimazione del proprio istituto di credito, il modello sarà regolare per la presentazione insieme alla Naspi. Parlavamo delle politiche attive in relazione al fatto che per il 2017 aumentano gli adempimenti a cui devono sottostare i disoccupati. Per presentare domanda infatti è necessario iscriversi all’Ufficio di Collocamento della propria zona di residenza.

Oltre al rilascio del modello di iscrizione (il C1), l’Ufficio farà sottoscrivere al disoccupato il patto di servizio e pretenderà la successiva presentazione della ricevuta di presentazione della Naspi. Nel patto, il lavoratore si dichiara disponibile a seguire i percorsi formativi ad esso dedicati e messi in atto dal Centro per l’Impiego, a presentarsi alle convocazione dello stesso Ufficio e ad accettare congrue Offerte di lavoro o di inserimento in percorsi di lavori di pubblica utilità.

La mancata presentazione o risposta alle convocazioni o il rifiuto alle offerte di lavoro, porta alla penalizzazione di importo della Naspi e nei casi di reiterati rifiuti o assenze, alla revoca del sussidio. Dal punto di vista strutturale, la Naspi resta come lo era lo scorso anno, con durata e importi commisurati al lavoro nel quadriennio precedente la domanda. In pratica, la durata del sussidio è pari alla metà delle settimane lavorate nel quadriennio precedente la presentazione della domanda, sempre che questi periodi non abbiano già dato luogo ad altri sussidi negli anni precedenti.

Necessarie 17 settimane di lavoro nei 4 anni e 30 giornate effettive nei 12 mesi precedenti la domanda. Lo stesso per l’importo che è il 75% delle medie delle retribuzioni ai fini previdenziali del quadriennio, sempre nell’importo massimo erogabile di 1.300 euro al mese. La Naspi viene erogata a tutti i lavoratori dipendenti, anche apprendisti, soci di cooperative e dipendenti delle PA a tempo determinato.

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