Proteste e malumori nella Scuola per l'assegnazione del bonus di merito a favore dei docenti di ruolo per l'anno scolastico 2015/2016. Infatti, la competenza a decidere sui criteri assegnata ai comitati di valutazione per la distribuzione del bonus ha creato difformità da scuola a scuola, scatenando le ire di chi il premio non l'ha ricevuto, ma anche la contrarietà di molti insegnanti che hanno preferito rinunciare al premio o devolverlo alla propria scuola. Due casi contrari sono quelli del Liceo Parini di Milano e dell'Istituto Cascino di Palermo, scuole nelle quali i criteri di assegnazione hanno premiato un numero di docenti troppo elevato o troppo basso e, in ogni modo, con importi che fanno discutere.

Bonus scuola 2015/16, quanto spetta di premio ai docenti?

Da quanto riportato due giorni fa dal Corriere della Sera, la forbice del bonus di merito dei docenti varia da un minimo di cento ad un massimo di 1.700 euro lordi. Disparità che, in molti casi, dipendono proprio dal numero di docenti da premiare. Alla Scuola Parini è risultato che il 75 per cento dei docenti abbiano ricevuto il premio, con tanto di protesta del quarto del corpo insegnanti non premiato. I non meritevoli hanno scritto una lettera al ministero dell'Istruzione per la discriminazione subita.

Caso opposto alla scuola di Palermo dove hanno ricevuto il bonus appena trentanove docenti su un organico che supera le duecento unità. Secondo quanto denunciato dal sindacato Usb Scuola, i premiati sarebbero stati poi addirittura suddivisi in ulteriori tre fasce di merito, ricalcando la riforma del ministro Brunetta per l'assegnazione dei premi nella Pubblica amministrazione.

Bonus merito 2017 scuola: criterio della riforma Brunetta per la Pubblica amministrazione

Sulla base di questa ulteriore suddivisione, i soldi del bonus di merito dei docenti della scuola sono stati distribuiti per la metà ad un quarto dei 39 docenti, dunque a circa dieci insegnanti. L'altra metà dei fondi è stata utilizzata per premiare, a scalare, il cinquanta per cento degli insegnanti giudicati mediamente meritevoli.

E' rimasto fuori dal bonus il 25 per cento degli insegnanti valutati, dunque, non meritevoli.

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